30 Aprile 2015

Prostituzione: «Il sesso è un lavoro Superare la vecchia legge Merlin»

Prostituzione: «Il sesso è un lavoro Superare la vecchia legge Merlin»

«Il sesso è un lavoro» o, meglio, «Sex Work is Work». Questo lo slogan sottolineato con forza dai lavoratori e le lavoratrici del sesso che hanno partecipato giovedì pomeriggio alla conferenza stampa organizzata dal Comitato per diritti civili delle prostitute, Codacons e dall’Associazione Certi Diritti nella sede del Partito Radicale di Roma. Scopo dell’incontro – cui ha preso parte anche lo storico leader Marco Pannella – confrontarsi sulle proposte parlamentari sul riconoscimento della professione dei lavoratori del sesso e il superamento della legge Merlin. La giornata di discussione si concluderà alle 22.30 con la manifestazione ai Fori Imperiali: i lavoratori del sesso sfileranno con ombrelli rossi.

Diritti e libertà personale

«Le persone che lavorano nella sessualità sono considerate prive di diritto ma svolgono un lavoro che deve avere pari dignità degli altri», dice Antonio Stango membro del Consiglio generale del Partito Radicale e dell’associazione «Certi diritti».« Da tempo il partito è impegnato nella battaglia per i diritti civili di coloro che si prostituiscono. Negli ultimi anni ci sono state molte proposte per superare i limiti di una legislazione che molti di noi considerano non adatta».

Superare la Legge Merlin

L’incontro è servito a fare il punto sull’attuale situazione legislativa in materia di prostituzione, con il superamento della legge Merlin di mezzo secolo fa e giudicata «inadatta» alla nostra società. «Il Partito Radicale ha una lunga storia di lotta per i diritti civili e di tutti», aggiunge Stango mettendo però in risalto come negli ultimi anni: «Anche in paesi di avanguardia in Europa come la Svezia stanno crescendo spirali di moralismo» che portano poi ad un cambio di legislazione in materia.

Favorevoli allo zoning

Per questo il comitato assieme al Codacons promuove una proposta di legge di iniziativa popolare per regolamentare il fenomeno. Il comitato si dice favorevole anche allo «Zoning» – ovvero la possibilità di individuare zone dedicate per la prostituzione all’aperto con condizioni idonee e sorveglianza per chi lavora e chi ne usufruisce come cliente- con l’istituzione in ogni comune di almeno tre zone dove sia possibile lo scambio dei servizi sessuali. Secondo i lavoratori del sesso. infatti, l’emersione del fenomeno è necessaria: «Più si ostacolerà attraverso la legge l’accesso e la possibilità di lavorare regolarmente, e più sarà favorito un mercato sommerso fatto di sfruttatori e illegalità» sintetizza la presidente del Comitato per i diritti civili delle prostitute, Pia Covre.

Il ritorno delle case

La proposta promuove anche, fra le altre cose, l’utilizzo di locali e alloggi ad uso privato dove poter esercitare la prostituzione. I proprietari che mettessero tali alloggi a disposizione, non sarebbero perseguibili penalmente. «Non vogliamo grandi bordelli, ma piccole strutture per i `sex workers´», afferma ancora Covre lanciando la sfilata di giovedì dei lavoratori del sesso con ombrelli rossi ai Fori Imperiali.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this