25 Gennaio 2019

Prostituzione, crescono gli «affari» e le donne pagano «tasse» più alte

Dalla strada al web, la prostituzione cresce con la crisi, insieme ai «costi di esercizio» per le prostitute, costrette a pagare per «battere». Così tornano più assidui i controlli delle forze dell’ or dine. I numeri dicono che il giro d’ affari attorno al sesso a pagamento è aumentato del 25,8% (dati Codacons 2017-2018). Il web è diventato la nuova «frontiera» ma anche la strada a Bari è tornata di moda. La maggior parte degli introiti di questo business criminale finisce nelle tasche della malavita organizzata straniera. Quel che resta, pochi spiccioli, nei risparmi delle prostitute. Senza contare «l’ indotto» fatto di case in affitto, fiancheggiatori e prestatori d’ ope ra baresi. Gente comune che sulle puttane ci guadagna in nero. Cresce il numero delle donne straniere sulla strada e crescono i costi di esercizio. In viale Pasteur, ad esempio, un pezzo di marciapiede «da battere» fino allo scorso anno costava non più di 200 euro al mese, oggi i prezzi sono lievitati e una prostituta deve versare un prezzo di locazione che ha superato i 250 euro mensili. Fonti attendibili raccontano anche delle ronde dei «papponi» che a bordo di auto di marca straniera fanno salire le ragazze alla fine del turno e le riportano a casa. E poi quell’ amore a pagamento, a prezzi modici, non è l’ unica merce in vendita. «Se vuoi coca, se vuoi erba, amore, dimmelo pure. Ho i contatti giusti. Roba di prima qua lità. Tutto sicuro». In viale Pasteur, la sera, non si vende solo sesso. Al business dello sfruttamento della prostituzione, si aggiunge quello dello spaccio a volte veicolato dalle stesse donne che offrono ai clienti un servizio in più. La pressione degli sfruttatori sta crescendo, la fama di guadagno porta alla violenza. Tutto questo avviene di frequente sotto gli sguardi irritati della gente che in quella strada vive e che assiste impotente e infastidita allo struscio di belle ragazze seminude, alla processione dei clienti. Alla presenza vigile ma discreta degli sfruttatori. Della totalità delle prostitute operanti a Bari come altrove il 10% è minorenne, mentre il 55% è costituito da ragazze straniere, provenienti principalmente dai Paesi dell’ Est europeo come Romania, Bulgaria, Ucraina, e dall’ Africa (Nigeria in testa). Quelle che lo fanno «on the road» si dividono le strade, gli incroci e un po’ alla volta si avvicinano alle zone più abitate e sicure, occupano spazi nuovi, avvicinandosi al centro. E così la geografia della Bari a luci rosse un po’ alla volta sta cambiando. A reggere le fila dello sfruttamento in questo momento sono principalmente i nigeriani, gli albanesi e soprattutto i romeni. In molte zone il «mercato» è aperto anche di giorno. Le donne romene si confermano le più numerose, occupano poco meno del 40% della piazza, poi ci sono le nigeriane, con il 30%. Il resto sono albanesi, bulgare, ucraine e italiane. Sì per strada sono tornate anche loro, le italiane. Cinesi, sudamericane e ancora italiane appartengono a quel 35% che riceve i in casa (il restante 65% consuma viceversa gli incontri all’ aperto). [L. Nat.]

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