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23 Ottobre 2014

Prosciutto senza maiale, Consumatori dicono no a bozza decreto

Prosciutto senza maiale, Consumatori dicono no a bozza decreto

Dopo aver scampato il rischio dell’ aranciata senza arancia , arriva quello del prosciutto senza maiale : è al vaglio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali la bozza di decreto presentata dal Ministero dello Sviluppo Economico sulla produzione dei salumi. Le nuove regole permetterebbero l’ uso di carne diversa dalla coscia di maiale (obbligo attualmente previsto dalla normativa del 2005) nel prosciutto cotto, aumenterebbero il contenuto di acqua e inserirebbero additivi chimici finora vietati. Critiche dalle Associazioni dei consumatori che annunciano battaglia. Oltre ad ingannare il consumatore, le nuove norme creerebbero problemi di tracciabilità: “Alcuni salumi sono prodotti solo in Italia con determinati disciplinari e rappresentano la tipicità del nostro Paese – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – In futuro, in base al decreto ora al vaglio potremmo trovare sui banchi della grande distribuzione anche dei salumi prodotti con carni prive di tracciabilità riguardo l’ origine e la modalità produzione, discriminando le nostre produzioni sul versante della sicurezza alimentare”. “A questo proposito l’ ASSICA (la sigla di Confindustria che riunisce i produttori di salumi) sostiene che l’ etichettatura fornirà l’ informazione adeguata, dichiarando prosciutto cotto (suino) e prosciutto cotto di tacchino (non suino). Ciò tuttavia non garantirà trasparenza ai consumatori poiché i salumi sono esclusi dall’ indicazione obbligatoria dell’ origine della materia prima (il Reg.1169/2011 lo prevederà dal prossimo dicembre solo per la carne fresca bovina, ovina, suina e avicola)”. “Inoltre c’ è la prospettiva di ammissione di aromi chimici, i quali andrebbero a velocizzare le modalità di essiccamento dei salumi prodotti industrialmente, sbaragliando la concorrenza dei salumi essiccati e aromatizzati in modo naturale con tanto di marchi di qualità DOP, IGP . L’ esempio è dato anche dalla volontà di impiegare budello artificiale per il culatello, permettendo all’ industria alimentare anche qui di ledere la concorrenza delle realtà produttive italiane che invece impiegano risorse per mantenere alta la qualità e il rispetto della tradizione”. Secondo Codici “sembra che il testo del decreto sia stato scritto ad hoc per facilitare la grande industria che avrà gioco facile nel spacciare brutte copie di salumi dell’ eccellenza italiana”. L’ Associazione è al fianco delle aziende dei prodotti che ricevono i certificati di qualità, segno di garanzia e trasparenza per il consumatore; a tal proposito, dal 31 ottobre sul sito www.codici.org partirà il progetto “MANGIA SANO MANGIA MADE IN” che ha l’ obiettivo di promuovere tutte le aziende che credono nella certificazione e nel rapporto di fiducia con il consumatore”. Il Codacons annuncia un’ azione collettiva: “Se il Ministero delle Politiche agricole varerà l’ annunciato decreto sui salumi, sarà inevitabile una azione collettiva del Codacons per chiederne l’ annullamento, considerato che le novità finora emerse sarebbero palesemente dannose per il consumatori e per il Made in Italy. Le nuove regole allo studio rappresentano un evidente peggioramento della qualità alimentare a tutto danno dei consumatori – spiega il Codacons – A farne le spese anche l’ intero settore del Made in Italy, che sul comparto salumi vanta una eccellenza invidiata in tutto il mondo. Dal decreto in questione, inoltre, deriverebbero ripercussioni negative per gli allevatori e un ingente danno all’ economia nazionale. Proprio sulla base di tali aspetti il Codacons avvierà una mega class action a tutela del vero prosciutto qualora il Ministero delle Politiche agricole dovesse varare il contestato decreto, appoggiando allevatori e consumatori in difesa della qualità alimentare e del Made in Italy”.

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