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22 Ottobre 2014

Prosciutto senza carne di maiale, il Codacons pronto a una class action

Prosciutto senza carne di maiale, il Codacons pronto a una class action
L’associazione, come la Coldiretti, è contro l’approvazione del decreto salumi 

Il Codacons si oppone fortemente al cosiddetto decreto salumi che darebbe il via al prosciutto senza carne di maiale e a base d’acqua. E si dice pronto ad avviare una class action nel caso il ministero delle Politiche agricole e forestali dovesse approvare il provvedimento.
“Le nuove regole allo studio, che consentirebbero di aumentare il contenuto di acqua nei salumi e ridurre sensibilmente la quantità di carne, utilizzare carne di altre specie nei prosciutti cotti e inserire nei prodotti additivi chimici finora vietati, rappresentano un evidente peggioramento della qualità alimentare a tutto danno dei consumatori. A farne le spese anche l’intero settore del Made in Italy, che sul comparto salumi vanta una eccellenza invidiata in tutto il mondo. Dal decreto in questione, inoltre, deriverebbero ripercussioni negative per gli allevatori e un ingente danno all’economia nazionale”, denuncia il Codacons.
Coldiretti: “L’acqua al costo della carne”
Sulla questione si sono già scontrate la Coldiretti e l’Assica, l’associazione degli industriali di carni e salumi.
“Con le nuove norme – ha denunciato il presidente Coldiretti, Roberto Moncalvo – il prosciutto cotto potrà essere fatto anche utilizzando carne di altre specie, creando confusione nei consumatori sul reale contenuto del prodotto che acquistano. Aumenta poi il contenuto di acqua consentito che sarà pagato dagli acquirenti come se fosse carne. L’incremento del tasso di umidità previsto per le tre categorie di prosciutto cotto, prosciutto cotto scelto e prosciutto cotto di alta qualità andrà a minare la qualità del prodotto stesso a discapito del maiale italiano, le cui carni hanno caratteristiche qualitative superiori a quelle dei maiali importati dai paesi del nord, penalizzando i nostri allevatori”.
“No agli aromi chimici”
Non solo. Sempre secondo la Coldiretti “il decreto cancella il divieto di utilizzo di aromi chimici aprendo così la strada alla possibilità di correggere gusto e sapore dei salumi fatti con materia prima scadente e di dubbia origine.
L’Assica: “Solo un adeguamento alle norme Ue”
Di tutt’altra idea gli industriali : “Il decreto dice esattamente l’opposto di quanto sostiene la Coldiretti: impone a chi fa prosciutti cotti usando carne di altre specie di indicare in chiaro questa circostanza e di utilizzare solo la coscia.
Quanto ai “prosciutti pieni di acqua”, i produttori spiegano che la modifica è limitata all’1% e che è dovuta al fatto che le carni suine e in questo caso le cosce sono sempre più magre, e per questo naturalmente più umide.
Non solo. Le modifiche introdotte a livello di ingredienti utilizzabili, poi, per Assica rappresentano un mero adeguamento alla normativa comunitaria in tema di aromi e additivi e non producono nessun via libera all’uso di aromi sintetici già prima non consentiti.

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