18 Febbraio 2011

PROPAGANDA FIDE: TAR,ARCUS DIA A CODACONS ATTI FINANZIAMENTO

 
GIUDICI, NON E’ POTERE ISPETTIVO MA INTERESSE DEGLI UTENTI

 
 
           
            (ANSA) – ROMA, 18 FEB – Il Codacons potrà visionare tutti i
documenti relativi ai 2,5 milioni di euro erogati da Arcus nel
2005 per il restauro del Palazzo di Propaganda Fide, per
verificare la regolarità dell’utilizzazione. Lo ha deciso il
Tar del Lazio accogliendo una richiesta dell’associazione di
consumatori, che andando oltre, potrà valutare anche gli atti
del restauro di Villa Mansi a Lucca (1,5 milioni erogati nel
2004), del cortile dell’Università Pontificia Gregoriana, del
Palazzo Borrominiano di piazza di Spagna, nonché del
finanziamento per la Fondazione Pianura Bresciana per un
convegno sulle cinque razze autoctone di maiali.
   Secondo i giudici amministrativi, la visione della
documentazione richiesta "non è strumentale all’esercizio di
una sorta di azione popolare o di un potere ispettivo su Arcus,
non ammessi dal vigente ordinamento – si legge nella sentenza –
quanto all’interesse degli utenti dei ‘servizi pubblici
culturali’ di fruire, grazie alla corretta erogazione dei
finanziamenti pubblici, dei beni oggetto di interventi di
recupero e conservazione e di adeguato svolgimento di attività
culturali".
   Nel rivolgersi al Tar, il Codacons aveva focalizzato
l’attenzione sull’attività della Arcus, società il cui
capitale è detenuto al 100% dal ministero dell’Economia, alla
quale aveva chiesto di conoscere i documenti dei restauri
(ottenendo, però, un rifiuto) in virtù del fatto, tra l’altro,
che "la società – si legge nel ricorso – nel 2006-2007 fu
commissariata dall’allora ministro Francesco Rutelli", che "la
Corte dei Conti ha avviato un’indagine sui finanziamenti per il
restauro del Palazzo di Propaganda Fide e di Villa Mansi", che
"la stampa aveva dato risalto all’Arcus nelle cronache
giudiziarie per il finanziamento elargito alla Curia di
Propaganda Fide diretta dal cardinale Crescenzio Sepe quando il
ministro delle Infrastrutture Lunardi firmava il via libera al
pagamento di un progetto poi non eseguito", e che a giugno
scorso fu data notizia "che il ministro Bondi aveva chiesto il
resoconto dei finanziamenti statali concessi e che i progetti
erano al vaglio sia della Corte dei Conti, sia della procura di
Perugia". (ANSA).

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