2 Agosto 2019

Pronto soccorso, si cambia Nuovi codici contro le attese

cinque colori per chi arriva in ospedale. si eviteranno ricoveri inappropriati. ma il codacons protesta: presa in giro per gli utenti
Pronto soccorso si cambia. Codici numerici da 1 a 5 a cui le Regioni potranno associare un codice colore: rosso per un’ emergenza che necessita di un accesso immediato; arancione per urgenze che vanno gestite entro brevissimo tempo; azzurro per interventi che vanno gestiti entro un’ ora; verde per urgenze minori da gestire entro due ore; bianco per interventi non urgenti da gestire entro quattro ore. È quanto prevede, tra le altre cose, il via libera della conferenza Stato -Regioni alle linee di indirizzo nazionali sul triage intraospedaliero. «È previsto un periodo di transizione di 18 mesi e si punta a una migliore organizzazione delle aree e degli spazi, distinguendo, nell’ ambito della presa in carico, un’ area di osservazione breve e intensiva che comporti, oltre all’ osservazione clinica, una terapia a breve termine e la possibilità di approfondimenti diagnostici» spiega Sergio Venturi, coordinatore vicario della commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che aggiunge: «Uno strumento pensato anche per ridurre ricoveri inappropriati e per aumentare la sicurezza delle dimissioni dal pronto soccorso, ma che per funzionare avrà bisogno di una dotazione or ganica adeguata e una posizione adiacente ai pronto soccorso». Venturi ha aggiunto: «La vera scommessa e delineata nel piano per gestire il sovraffollamento fondato su una interazione funzionale fra ospedale e territorio con una definizione dei ruoli e delle reti sia ospedaliere che territoriali». Ma il Codacons boccia i nuovi codici parlando di una «presa in giro» per gli utenti della sanità. «Non serve a nulla introdurre nuovi codici per classificare le emergenze quando i pazienti, una volta entrati nei pronto soccorso degli ospedali, sono costretti ad attese estenuanti di ore e ore prima di essere visitati – spiega il presidente Carlo Rienzi in una nota -. Ci sono situazioni, specie nei nosocomi del sud Italia, dove il livello di assistenza e da terzo mondo, con i cittadini abbandonati nei corridoi e nelle corsie perché la carenza di personale medico non consente di far fronte alle richieste. Le criticità dei pronto soccorso italiani non si risolvono certo ricorrendo a nuovi codici per il triage, ma aumentando il numero di medici e infermieri in grado di fornire una assistenza adeguata ai pazienti». «Non sono tanto i 5 codici al posto degli attuali 3 a garantire un miglioramento, quello che servirebbe e più personale». È il commento di Francesco Pugliese, presidente della Società italiana medicina d’ urgenza (Simeu), secondo cui «i 5 codici servivano, perche oggi al 65-70% della popolazione che accede al Pronto Soccorso viene assegnato un unico codice, il verde, e questo ovviamente crea un problema di smistamento dei singoli casi, che non sono certo di uguale gravità».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox