25 Ottobre 2020

Pronto soccorso presi d’ assalto e in crisi Lunghe attese delle ambulanze al Civico

il commissario per l’ emergenza a palermo, renato costa: la gente ha paura sovraffollati anche villa sofia e il cervello, il policlinico regge meglio l’ urto
PALERMO Pronto soccorso sempre più intasati e, con l’ impennata dei contagi – ieri il record in Sicilia con 886 nuovi positivi – potrebbero esaurirsi rapidamente i posti letto negli ospedali ben prima delle terapie intensive. L’ allarme è stato lanciato da Salvatore Manca, presidente della Società italiana di medicina di emergenza -urgenza (Simeu) che ha denunciato come la realtà nei Pronto soccorso italiani «stia diventando drammatica, c’ è un super afflusso di pazienti con sospetto Covid, e vediamo file di ambulanze con dentro persone, probabilmente contagiate, che aspettano di essere visitate. I Pronto Soccorso si stanno intasando, perché dopo la fase 1 molti reparti Covid sono stati smantellati, e le persone si riversano qui. Ma i Pronto soccorso non sono pronti a fronteggiare questi numeri perché, nonostante le misure previste nel decreto rilancio, sono rimasti tali e quali a prima». Uno tsunami che ha investito anche il Pronto Soccorso del Civico di Palermo, il più grande della Sicilia, che da una settimana riceve prevalentemente i pazienti positivi mentre gli altri vengono dirottati nei vari ospedali della città: anche qui si sono viste le ambulanze in coda e i malati all’ interno in attesa del ricovero. Nelle ultime ore le cose sono andate un po’ meglio: «solo» 26 persone in attesa rispetto ai picchi di più del doppio registrati nei giorni precedenti. La struttura sanitaria ha pure cominciato ad assistere i codici rossi e i casi no Covid più gravi ma il ritorno alla normalità è ancora lontano «anche perché i contagi crescono e i nuovi positivi continuano ad arrivare: ieri abbiamo avuto momenti di difficoltà», ammette Renato Costa, il commissario per l’ emergenza Coronavirus nella provincia di Palermo. «La gente ha paura – spiega Costa – e si presenta al Pronto Soccorso con il risultato che non appena si liberano i 31 posti a disposizione, arrivano nuovi positivi da trattare e da ricoverare. Se non si interrompe questo flusso potrebbero finire presto i posti letto nonostante cerchiamo di aprirne sempre di nuovi». Una trentina potrebbero essere ricavati nel reparto di Medicina del Civico dove pero’ è scoppiato un focolaio che ha contagiato operatori e degenti ma se dovessero essere confermati i dati che mostrano una crescita progressiva dei ricoveri, allora sarebbe impossibile reggere l’ urto. Secondo le statistiche si passerebbe dall’ attuale turnover degli oltre cinquecento posti letto a un’ occupazione di più del triplo e, nel frattempo, i Pronto Soccorso palermitani scoppiano. Ieri sera all’ ospedale di Villa Sofia, l’ altro punto di riferimento cittadino, c’ erano 60 persone, di cui venti in attesa, per un indice di sofraffollamento del 200 per cento; 36 presenze al Covid Hospital del Cervello con un tasso di riempimento del 180 per cento mentre reggeva il Policlinico con undici malati e medici impegnati al 50 per cento delle possibilità. Che la situazione negli ospedali italiani sia complessa è stato confermato dall’ epidemiologo e assessore alla Sanità della Puglia, Pierluigi Lo palco: «In questo momento le terapie intensive non sono un problema ma lo è la reperibilità dei posti letto ordinari». Uno studio reso noto dal Codacons e redatto dal matematico Davide Manca del Dipartimento Cmic del Politecnico di Milano, ha stabilito che la soglia critica (2.538) di posti letto in terapia intensiva sarà raggiunta in Italia il prossimo 4 novembre. L’ associazione ha presentato un esposto a 104 Procure, tra queste quelle siciliane: «Molti reparti di terapia intensiva stanno andando verso la saturazione dei posti letto, i pronto soccorso sono al collasso e le ambulanze devono attendere ore prima di poter dare in carico i pazienti», spiega il Codacons che ha chiesto alla magistratura dell’ Isola «di avviare indagini penali sul territorio, tese ad accertare eventuali ritardi, omissioni ed errori da parte dello Stato e della Regione».(*FAG*)

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