12 Maggio 2022

PRONTO SOCCORSO, CODACONS: OSPEDALI CHE NON PRESTANO CURE ADEGUATE RISCHIANO DENUNCE PER OMISSIONE DI SOCCORSO E CONCORSO IN LESIONI O OMICIDIO

    ASSOCIAZIONE CHIEDE DI ACCREDITARE PRESSO SSN GLI STUDI MEDICI PRIVATI AL FINE DI REPERIRE PERSONALE E DI RICORRERE A MEDICI MILITARI NEI CASI PIU’ GRAVI

     

    Per affrontare l’emergenza medici nei pronto soccorso italiani, il Codacons propone di accreditare presso il Servizio Sanitario Nazionale gli studi medici privati, al pari di quanto già avviene con le cliniche convenzionate, e di ricorrere in via d’urgenza ai medici militari nelle situazioni in cui il sovraffollamento dei pronto soccorso mette a rischio la vita dei pazienti.
    “La crisi strutturale del sistema di emergenza sanitario sta letteralmente esplodendo in diversi ospedali italiani che non riescono a far fronte agli accessi e alle richieste di cure dei malati – spiega il presidente Carlo Rienzi – Una situazione che rischia di esporre nosocomi e medici ad una valanga di denunce per omissione di soccorso, concorso in lesioni e, in caso di decessi nei pronto soccorso, concorso in omicidio colposo”.
    “Di fronte a questa grave crisi regioni e istituzioni devono attivarsi con misure straordinarie volte a garantire i servizi di assistenza agli utenti – prosegue Rienzi – In tal senso chiediamo di inserire nel Servizio Sanitario Nazionale anche gli studi medici privati, che devono operare per sopperire alla mancanza di camici bianchi nei pronto soccorso, alle stesse condizioni delle cliniche convenzionate, apportando le necessarie modifiche alla normativa vigente per consentire a tutti i pazienti di poter accedere in modo il più possibile agevole alle prestazioni di cui necessitano, anche presso strutture private non accreditate, così da alleggerire accessi e carico di lavoro nei pronto soccorso”.
    Nelle situazioni di più grave sovraffollamento dei pronto soccorso, inoltre, deve essere previsto l’intervento straordinario dei medici militari al fine di garantire le cure necessarie ai pazienti – conclude il Codacons.

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