21 Settembre 2016

Pronto soccorso chiuso, sindaci in rivolta

Pronto soccorso chiuso, sindaci in rivolta
ladispoli e cerveteri
minacciano di «fare le barricate» contro lo smantellamento del posto di
primo intervento sull’ aurelia pascucci e paliotta: «assurdo togliere un
presidio sanitario che serve un bacino di utenza di circa novantamila
persone» l’ intervento del codacons: «ci appelliamo alla regione lazio:
devono capire che si fa un errore»

LA BATTAGLIA Cresce la mobilitazione dei cittadini di Cerveteri e Ladispoli contro la ventilata chiusura del Posto di Primo Intervento sulla via Aurelia. La notizia che la Regione Lazio, in virtù di un decreto ministeriale dello scorso anno, ha chiesto all’ Azienda sanitaria locale di avviare le procedure per la disattivazione del Pronto Soccorso ha innescato la reazione delle amministrazioni comunali che minacciano di organizzare le barricate davanti al presidio sanitario a cui fanno riferimento oltre 80.000 utenti. Che in estate raddoppiano. A lanciare l’ allarme era stato il sindaco di Ladispoli, Crescenzo Paliotta, il quale, dopo aver preso visione della missiva regionale, aveva annunciato la mobilitazione contro un progetto che penalizzerebbe tutti i cittadini del litorale che rimarrebbero senza punti di riferimento in caso di necessità. Ora rullano anche i tamburi del comune di Cerveteri che annuncia battaglia in tutte le sedi istituzionali. Anche con atti clamorosi. «Abbiamo raccolto l’ allarme lanciato da Paliotta afferma il sindaco Alessio Pascucci e siamo pronti anche alle barricate insieme ai cittadini se sarà necessario per difendere il nostro Pronto Soccorso. Dai primi contatti che abbiamo avuto con i dirigenti della Asl si è capito che sulla vicenda regna una grande confusione». LA PROMESSA «Ci è stato garantito – continua il sindaco – che anche in caso di dismissione del Posto di primo intervento dovrebbero essere mantenuti almeno i servizi di emergenza. Ma è una risposta che non ci soddisfa. Gli abitanti di Cerveteri e Ladispoli sono già penalizzati dai pochi finanziamenti che vengono erogato per l’ assistenza sanitaria in un territorio che invece avrebbe bisogno del potenziamento delle strutture. Siamo pronti alla battaglia in difesa del diritto alla salute. E di un presidio che effettua oltre mille interventi annui, contribuendo a decongestionare le file negli ospedali del territorio». A destare preoccupazione è anche il destino degli operatori del Posto di Primo Intervento in caso di smantellamento. Il personale effettivo sarebbe trasferito probabilmente negli ospedali di Bracciano e Civitavecchia. Mentre rischierebbero il licenziamento i venti operatori sanitari che non sono mai stabilizzati e continuano a lavorare con contratti precari. Una preoccupazione manifestata anche dal Codacons del litorale. Il coordinatore Angelo Bernabei ha infatti invitato «la Regione Lazio ad individuare un percorso di buon senso che, nel rispetto delle normative, possa tutelare sia la salute della gente che i posti di lavoro ora messi in pericolo nel Pronto soccorso». Gianni Palmieri © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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