8 Febbraio 2002

Pronti aiuti per le famiglie

Pronti aiuti per le famiglie
e un farmaco per sperare

ROMA ? La proposta l`hanno fatta i ministri Alemanno e Sirchia e nessuno in consiglio dei ministri ha avuto da che ridire: sull`esempio di quanto fatto in Gran Bretagna avremo quindi presto un indennizzo per le vittime del morbo della mucca pazza. Nel consiglio dei ministri di ieri il ministro delle Politiche Agricole ha anche chiesto ed ottenuto «un formale impegno a reperire fondi aggiuntivi per l`emergenza Bse»: 92 milioni e 260 mila euro, che si aggiungono ai 56 già stanzianti nel gennaio scorso per lo smaltimento dei materiali a rischio e per gli aiuti fiscali agli allevatori.


La novità


Certo, la vera novità, una novità che la dice lunga sul quadro che si prospetta per i prossimi anni, è quella dell`indennizzo. «Il principio dell`indennizzo ? ha osservato il ministro Prestigiacomo ? è stato riconosciuto dal consiglio dei ministri, non credo ci saranno problemi di copertura finanziaria». Più cauto il ministro dell`Economia Tremonti («studieremo la cosa») che è stato rimbeccato dall`ex ministro delle Politiche Agricole, Pecoraro Scanio: «O è assolutamente insensibile oppure prevede un numero di casi ben superiore a quelle poche unità di cui parla il ministro della Salute». E, anche se nessuno per ora conferma, vi sarebbero almeno altri due casi sospetti.

Sirchia, peraltro, ieri ha ribadito che non c`è né pericolo né emergenza. «Una epidemia ? ha detto in mattinata alla trasmissione Rai `Radio anch`io` ? è assolutamente da escludere. Ci sarà forse qualche altro caso, ma sempre riferito al passato». Sirchia comunque non sottovaluta affatto il problema è mentre ha dato via libera a tempo di record al farmaco che potrebbe servire ai sanitari palermitani che hanno in cura la ragazza e ha deciso di istituire una commissione di scienziati contro le encelopatie spongiformi bovine (Bse) che dovrà «assicurare la massima protezione dei cittadini, fare chiarezza sui possibili rischi e sulle terapie più avanzate, approfondendo gli aspetti epidemiologici, clinici e preventivi».

Il Codacons intanto ha invitato i consumatori a evitare la carne rossa italiana. Dichiarazioni che il ministro Alemanno ha definito «irresponsabili e infondate». Dopo le polemiche dei giorni scorsi ieri è intanto intervenuto il Garante per la privacy per vietare la diffusione di notizie personali della ragazza siciliana. «Siamo di fronte ad una grave violazione della dignità della persona» è la motivazione addotta dall`autorità garante per un provvedimento con la quale si dispone «il divieto di trattamento da parte dei mezzi di informazione dei dati personali della ragazza sospettata di avere contratto la variante umana della malattia di Creutzfeldt-Jackob». «L`aver reso possibile l`identificazione della ragazza Scrive infatti l`Autorità ? è contraria al principio di essenzialità dell`informazione sancito dalla legge sulla privacy: la pubblicazione di una notizia di indubbio interesse generale non rendeva infatti necessario alcun riferimento alla persona specifica».

Le responsabilità


Tutta colpa, come al solito, dei giornalisti? «La diffusione di molte delle notizie ? ha sottolineato l`autorità ? ha verosimilmente la sua origine nella violazione di specifici obblighi di segretezza da parte di soggetti pubblici e di esercenti la professione medica». Da parte sua il ministro della Salute, i cui comunicati ufficiali non facevano neanche riferimento al sesso dell`ammalato, si è detto «molto lieto» del pronunciamento del garante definendo «una scandalo che ogni volta compaiano nomi e cognomi di qualunque caso grave». La decisione dell`Autorità non convince invece nel motodo il presidente dell`Ordine dei Giornalisti Lorenzo Del Boca: «Il provvedimento ha una sua giustificazione, ma sono contrario ad ogni iniziativa che voglia vietare, istruire, legiferare sull`informazione, limitando la libertà di stampa».


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