Pronti a boicottare la volontà di spingere al vizio del gioco
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – “Combatteremo questa assurdità con tutte le nostre forze. Boicotteremo l`introduzione delle New Slot nei centri commerciali in tutti i modi possibili. Non lasceremo passare questa dilagante volontà di inseminare il vizio del gioco“. Chi parla con tanto accanimento contro la nuova normativa prevista in Finanziaria è Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori. Annuncia battaglia. Chiede solo un po` di tempo per organizzare meglio la “resistenza“ a quello che viene definito dai Monopoli “uno sbocco naturale per le macchinette di intrattenimento“. Se da una parte – quella di Piazza Mastai – si prevede un futuro di Slot nei luoghi dello shopping secondo un progetto razionale, che adoperi tutte le cautele possibili per garantire il divertimento e contenere lo spreco di denaro (tipo una macchinetta ogni tot di metri quadrati), dall`altra – quella dei consumatori – si esprime tutto lo sdegno e ci si attrezza perché il progetto non vada in porto. Intesaconsumatori ha già deciso di compiere azioni dimostrative di boicottaggio dove verranno introdotti i nuovi apparecchi da intrattenimento. Si tratta solo di stabilire le modalità della protesta. “Sono già nei bar, negli alberghi, nei ristoranti. Ci mancavano solo i centri commerciali, i luoghi meno adatti ad ospitare i derivati legali del gioco d`azzardo“, commenta Trefiletti. E spiega perché: “Quando la gente va a fare spese è mentalmente predisposta a lasciarsi andare con il denaro. Se si imbatte nelle Slot, è possibile che si lasci andare e perda al gioco quello che aveva accantonato per l`acquisto di beni di prima necessità. O comunque molto più utili e appaganti“. Eppure i Monopoli garantiscono che non si tratterà di un Far West, che le Slot saranno in numero contenuto e che non verranno piazzate al centro della scena. Defilate, probabilmente. Una forma di intrattenimento in più nella giostra dei luoghi dedicati allo shopping. Pericolo: zero. “Come si può dire una cosa del genere? – si domanda Trefiletti – I centri commerciali sono luoghi spesso molto affollati: chiunque può attaccarsi alle macchinette. Persino i minorenni. In un bar il gestore conosce i suoi avventori, può dire a quello troppo giovane che non è autorizzato a giocare. Ma in un centro commerciale chi conosce i giocatori? Chi vigilerà? Ci sarà qualcuno che andrà dai giocatori a chiedere i documenti? E se uno si ammala di dipendenza, chi se ne accorge? Chi lo protegge? Lo scenario che si prepara è disdicevole, volgare. Faremo di tutto perché questa normativa venga abolita prima ancora di essere applicata. E se non accadrà scenderemo in piazza senza esitazione“.
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