Pronti 20mila euro raccolti per pagare cure sperimentali
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fonte:
- Il Resto del Carlino
IL CASO Il Comitato pro Gino Barbolini “Pronti 20mila euro raccolti per pagare cure sperimentali“ di Grazia Franchini Costituito da meno di dieci giorni, il Comitato pro Gino Barbolini è già riuscito a raccogliere 20 mila euro. Malato di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), l`uomo di 65 anni, che godeva ottima salute fino a 4 anni fa, ora cammina sulla sedia a rotelle e la muscolatura va via via atrofizzandosi. Si ipotizza che un farmaco, l`IGF1, (alla terza fase di sperimentazione in America) secondo alcuni scienziati internazionali allungare di qualche mese la vita. In Italia i giudici hanno uno strano comportamento: esprimendo pareri favorevoli e negativi verso l`IGF1. A Gino Barbolini, che vive a Maranello e che è accudito dal figlio Luca e dalla moglie, l`IGF1 (il cui costo per un anno è di 141 mila euro) è stato per ben due volte negato dal Tribunale di Modena. L`Usl continua a opporsi alla somministrazione del farmaco anche in via compassionevole. La cosa risulta inspiegabile in quanto la Usl potrebbe essere rimborsata da un Fondo mondiale di 30 milioni di euro creato dalle stesse industrie farmaceutiche e destinato proprio ai casi di malattie rarissime e di somministrazione compassionevole dei farmaci. Visto che anche le sentenze possono essere opinabili, il Codacons e il suo vice presidente regionale, Fabio Galli, hanno preso a cuore la vicenda; hanno aperto un conto corrente pro Barbolini; stanno prendendo contatto con associazioni e Fondazioni per chiedere sovvenzioni; soprattutto si appellano alla generosità dei singoli modenesi: “Finora ? afferma Fabio Galli ? non siamo stati smentiti. Quasi senza che la cosa fosse pubblicizzata siamo ugualmente già arrivati a ben 20 mila euro. Il traguardo finale è ancora lontano, ma noi siamo fiduciosi. Non abbiamo un momento da perdere, perché la malattia avanza a tutto spiano. Quando verranno intaccati i muscoli della gola, Gino Barbolini non riuscirà neppure a deglutire“. Pur non potendo effettuare spostamenti e fatiche, ieri Barbolini ha dato appuntamento ai giornalisti nella sede del Codacons di via Ruffini (dove c`era per lui il figlio Luca) e si è collegato telefonicamente in viva voce:“ Ringrazio tutti i modenesi ? ha detto Gino con fatica ?, il loro buon cuore, la loro generosità. Voglio proseguire nella mia lotta. Siete voi che mi date il filo di speranza cui la mia vita è appesa. Lotto perché tutti i malati siano trattati allo stesso modo e abbiano le stesse cure. Se non servirà per me, spero che la mia determinazione aiuti e salvi altre persone. I giudici modenesi mi hanno `condannato… a morte` e io rispondo gridando[FIRMA] evviva la vita, evviva la speranza“.
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