3 Agosto 2011

Pronta la rimozione delle alghe

• CASTELLABATE. Ieri, alla spiaggia del Pozzillo di San Marco di Castellabate, sono arrivati i mezzi meccanici. E poi sono state spostate alcune file di ombrelloni: operazioni preliminari alla rimozione delle alghe depositate nei giorni scorsi dal maltempo sulla battigia. • L’ altro ieri il Codacons Campania, sollecitato da varie telefonate di protesta, aveva annunciato l’ avvio di un’ azione collettiva contro il Comune di Castellabate per risarcire i turisti inviperiti per la vacanza "rovinata". «Pur avendo pagato salatamente ombrelloni e sdraio – aveva spiegato Enrico Marchetti, responsabile del Codacons Campania e vicepresidente del Codacons nazionale – non hanno l’ accesso al mare sulla spiaggia. Un muro di alghe divide il mare dagli ombrelloni e di fatto rende il mare inaccessibile». Il fenomeno, del tutto naturale, aveva scoraggiato i vacanzieri dall’ entrare in acqua. Un fenomeno che si verifica soprattutto dopo le mareggiate: il moto ondoso trascina sulle spiagge le foglie morte di Posidonia oceanica, una pianta acquatica (comunemente chiamata alga) che si estende sui fondali come una prateria, e si accumula in banchi che possono risultare sgradevoli. «Il problema esiste ma solo in alcuni punti della costa – aveva spiega il sindaco Costabile Spinelli, che ieri ha effettuato un sopralluogo – Avevamo giá provveduto allo smaltimento una prima volta a giugno, ma tra giovedì e venerdì le condizioni meteo sono peggiorate e non ci hanno consentito di intervenire». I banchi di Posidonia si sono formati sia al Pozzillo che alle Grotte, e saranno rimossi in questi giorni. «Abbiamo voluto attendere che il tempo si stabilizzasse, per evitare che le spiagge si ricoprissero di nuovo di alghe. Che, va detto, non sono fonte di inquinamento, non sono un rifiuto: non parliamo di acqua sporca ma di un organismo naturale, che peraltro difende la costa dall’ erosione». Il problema è diffuso in tutto il Mediterraneo, tanto che nel 2006 il Ministero dell’ Ambiente ha emanato una circolare che detta tre soluzioni alternative per garantire sia la tutela della Posidonia oceanica, che è un habitat protetto, che la fruizione delle spiagge. Se non è possibile mantenerli sul sito, gli accumuli vanno spostati in un’ altra parte della spiaggia o, quando sono misti a rifiuti, smaltiti in discarica. • Di erosione si è invece parlato ieri sera a Villa Matarazzo, a Santa Maria, con l’ assessore regionale Cosenza. Rosamaria Morinelli © riproduzione riservata.
 

 

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