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11 Febbraio 2018

Promotore finanziario denunciato Firme false e risparmi in fumo

Pensavano di avere accumulato in dieci anni un tesoretto di almeno 550.000 euro, ma qualche settimana fa è arrivata la doccia fredda: del capitale iniziale di mezzo milione di euro, c’ è rimasto poco più della metà. Alla base delle perdite ci sarebbero operazioni e investimenti fatti dal family banker di fiducia anche con firme false, secondo il Codacons e l’ avvocato Bruno Barbieri che assiste un 45enne di Zola Predosa, il quale pochi giorni fa ha depositato dai carabinieri una denuncia nei confronti del promotore finanziario che lo aveva seguito in questi anni, a nome di banca Mediolanum. La stessa banca sulla vicenda spiega di aver «recentemente revocato l’ incarico a un consulente finanziario operante nell’ area di Bologna in quanto lo stesso aveva posto in essere pratiche non conformi, tuttora in corso di accertamento. Allo stato attuale – sottolinea l’ azienda – ci risultano potenziali impatti su un nucleo familiare». Il promotore finanziario in questione lavorava a San Giovanni in Persiceto: a oggi, effettivamente solo una denuncia è stata formalizzata ai carabinieri, per una perdita quantificata in circa 250mila euro, ma gli ispettori di Mediolanum hanno incontrato sia il 45enne sia altri clienti dell’ agente per capire se abbia posto in essere potenziali truffe. E, se le accuse si riveleranno fondate, il cerchio dei clienti ingannati potrebbe allargarsi. Il Codacons avverte perciò tutti i clienti che abbiano affidato i propri risparmi «a un family banker di San Giovanni in Persiceto di verificare i propri effettivi saldi di deposito titoli e di segnalare al Codacons eventuali anomalie, evitando di rendere dichiarazioni o documenti prima di aver consultato un legale». Mediolanum comunque assicura «il suo proposito di tutelare tutti i propri clienti» e che «provvederà a risarcire coloro che ne abbiano diritto». Saranno le indagini ad accertare eventuali responsabilità penali, intanto l’ avvocato Barbieri racconta quanto ricostruito con il suo assistito: «Aveva sottoscritto un piano di accumulo una decina di anni fa di circa 500mila euro. Sapeva che negli anni il promotore, con sua delega, aveva fatto un paio di operazioni di investimento, ma solo un paio, mentre adesso ha scoperto che i suoi soldi sono stati sbloccati e reinvestiti decine di volte con firme che non sembrano sue: per questo chiederemo anche una perizia calligrafica». Il 45enne pensava dunque di avere un deposito di circa 550mila euro: nel corso degli anni, secondo quanto racconta l’ avvocato Barbieri, «quando il consulente andava a trovarli, spiegava di non considerare i rendiconto che arrivavano dalla banca, perché le informazioni reali su quanto fruttava il loro investimento erano quelle che gli forniva lui». «La sede centrale non può conoscere nel dettaglio tutte le informazioni sul vostro piano di accumulo» avrebbe detto il promotore quando i clienti facevano domande. Lo stesso 45enne avrebbe anche raccontato che, confrontatosi con altri risparmiatori, una volta che la Mediolanum ha iniziato a indagare e a inviare gli ispettori, qualche cliente avrebbe ricevuto telefonate dal family banker che li avvisava: «Vi faranno vedere dei rendiconti con delle perdite, non gli credete non è vero».

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