PROMOSSI E BOCCIATI
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fonte:
- Il Mattino
Dei sei quesiti referendari proposti ne sono stati dichiarati ammissibili solo due: sull?articolo 18 e sull?elettrosmog. Quest?ultimo, promosso dal Codacons riguarda l?abrogazione della servitù coattiva di elettrodotto. In sostanza si chiede di far cadere l?obbligo per il proprietario di un fondo di rendere attraversabile il proprio territorio da un elettrodotto. Un referendum che ha come obiettivo – spiega il promotore Carlo Rienzi – quello di testare la sensibilità degli italiani rispetto al problema dell?elettrosmog: finalmente sapremo se nel nostro Paese la maggioranza dei cittadini è contro questo inquinamento selvaggio.
Sull?elettrosmog, le associazioni dei consumatori sono divise. Se il Codacons ha promosso la raccolta di firme, l?Adiconsum ritiene del tutto «folle» la richiesta, dal momento che con un sì si fermerebbe per interessi di singoli lo sviluppo di opere pubbliche.
Le proposte referendarie bocciate riguardano il finanziamento alla scuola privata; il divieto generalizzato di residui di prodotti tossici negli alimenti; i poteri ministeriali relativi agli incentivi finanziari per l?utilizzazione dei rifiuti nella produzione di energie elettrica, la tutela sindacale nelle aziende con meno di 16 dipendenti.
I comitati promotori attendono ora il deposito delle motivazioni previste per la fine del mese per valutare se fare ricorso. Il Codacons ha già deciso che ricorrerà per far ammettere il quesito relativo alla sicurezza alimentare e alla presenza di residui tossici.
Sui fondi alle scuole private è scoppiata la polemica. Il leader dei Cobas, Piero Bernoccchi, ha annunciato che la bocciatura da parte della Consulta non fermerà, comunque, la lotta dei Cobas contro i finanziamenti alle scuole private. Di diverso parere invece Mario Mauro, responsabile scuola di Fi: «La Consulta chiarisce che la Costituzione non pone vincoli alla libertà di educazione».
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