21 Luglio 2012

Promossi e beffati Per quaranta studenti incubo maturità da rifare

Promossi e beffati Per quaranta studenti incubo maturità da rifare

Molti dei diplomati sono già inseriti nel mondo del lavoro Una quarantina di ex allievi dell’ Istituto paritario «Manzoni» di Asti (corsi per liceo scientifico, geometri e ragionieri) si sono visti invalidare dall’ Ufficio scolastico provinciale (ex provveditorato agli Studi) il diploma di maturità dell’ anno scolastico 2010-2011 per effetto di un contenzioso che dura da anni tra la scuola e il ministero, sulla parità di tutte le classi dei corsi. Un provvedimento che ha sconvolto famiglie e ragazzi, molti dei quali già entrati nel mondo del lavoro grazie al diploma o iscritti all’ università, dove hanno già sostenuto con successo numerosi esami e rischiano ora di vedere interrotto questo percorso scolastico. Una vicenda che ha aspetti paradossali, come sintetizza Fabio Gai, gestore della scuola che taglia il traguardo dei 40 anni di attività (180 allievi nell’ ultimo anno scolastico): «Quello che sta accadendo ha dell’ incredibile. Non stiamo parlando di un “diplomificio”: qui da noi si studia seriamente, il gruppo insegnanti è qualificatissimo e l’ accesso all’ esame di Stato ha un grado di difficoltà che oserei dire superiore alle scuole statali. Quest’ anno ci sono stati una quindicina di non ammessi su circa 90 candidati e una decina i respinti alla Maturità, sostenuta davanti a regolari commissioni nominate dal Ministero con commissari in servizio nelle scuole statali». Ma che cosa è avvenuto? Lo spiega Alessandro Militerno, dirigente dell’ Ufficio scolastico provinciale di Asti: «Gli studenti che l’ anno scorso avevano sostenuto l’ esame di Stato hanno avuto il diploma caducato a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato del 2 dicembre 2011 per la mancata “coltivazione” della causa da parte dell’ istituto, che ha comportato il riconoscimento di scuola paritaria per le sole classi prime. In seguito a questo gli alunni dello scorso anno delle seconde, terze e quarte hanno avuto scrutini non validi. Ciò che è stato più spiacevole è la caducazione del diploma 2011 anche se io mi sono battuto perchè ciò non avvenisse, ma non si poteva fare diversamente.» E aggiunge: «Nell’ anno scolastico 2011-2012 l’ istituto non aveva ancora la parità e ha corso il rischio che gli studenti non potessero sostenere gli esami. Grazie al ricorso al Tar del Lazio la possibilità è stata concessa e gli studenti hanno sostenuto l’ esame con riserva. Si spera per gli studenti che la situazione si risolva positivamente». Ma oltre ai ragazzi, scendono in campo anche i genitori: «Una situazione assurda, inconcepibile. Come è possibile che i nostri figli, dopo tanti sacrifici, si trovino adesso senza nulla in mano? Qualcuno si rende conto del danno che stanno facendo a questi giovani?» L’ avvocato Carlo Rienzi, legale della scuola e presidente Codacons (una delle storiche associazioni dei consumatori), incalza: «La vicenda origina dall’ ignoranza da parte dei funzionari del Ministero sulla legislazione vigente. Non solo, infatti, hanno pensato di poter caducare i diplomi a studenti che erano completamente all’ oscuro della vicenda della scuola, con una palese violazione della normativa (legge 241/90) ma gli stessi funzionari hanno anche ignorato completamente l’ esistenza della legge (168/2005) che prevede che quando si è ammessi ad un esame per una sentenza del giudice amministrativo (come è avvenuto in questo caso) il superamento fa sì che si convalidi il diploma così conseguito». E annuncia: «A giorni ripresenteremo il ricorso al Tar e non è escluso che denunceremo alla procura della Repubblica e alla Corte dei Conti questi funzionari così poco attenti».
elena schiffo

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