Promesse disattese
Promesse disattese Il nuovo anno incomincia nel segno degli aumenti Cara Provincia, secondo i calcoli di Federconsumatori, Adoc, Codacons, Unione nazionale consumatori, tra rincari di benzina, tariffe, assicurazioni, servizi bancari, alimenti e forniture di gas ed energia, il 2011 sarà «un anno infelice», con un impatto di 1.016 euro annui a famiglia. L’ aggravio si aggirerà sui mille euro, anche se non li toccherà, fermandosi a 902 euro annui. La voce più consistente che peserà sulle famiglie sarà quella alimentare, con aumenti annui di 267 euro, ovvero del 6%. Aumenti sono previsti anche per le tariffe autostradali (+2%), per quelle del gas (+8%) e della luce (+5%), per quelle dei rifuiti (+8%) e per l’ acqua (+5%). L’ aumento più consistente in termini percentuali è però quello del trasporto pubblico locale (+25%) a causa dei tagli del 30% dei trasferimenti al trasporto pubblico voluti dal Governo. Previsioni dure all’ insegna della continuità dai numeri diffusi dalla Cgia di Mestre che, nonostane la crisi economica, dal 2008 al novembre 2010, parla di un boom per le tariffe pubbliche. In vetta agli aumenti i pedaggi autostradali (+10,8%), il gas (+8,9%), i trasporti ferroviari (+8,7%), seguono i servizi postali (+7,3%). Tutto questo malgrado l`inflazione che nel periodo tra il 2008 e il novembre di quest`anno, sia cresciuta solo del 2,2%. E’ evidente come la crescita di queste tariffe sia il frutto di una manovra economica che stanga i consumi e i consumatori, alla faccia del proclama elettorale di non voler mettere mano alle tasche dei cittadini. Cordialmente. Devis Tonetto – e mail Pensioni Chi ha tanto lavorato non è certo un dissipatore Ho letto un articolo inerente l’ argomento pensioni scritto da Roberto Marchesotti che condivido in pieno e vorrei dire qualcosa sulle nuove direttive imposteci dai nostri "attenti" governanti in materia, senza grandi opposizioni né manifestazioni da parte della sinistra e dei sindacati su questo argomento. L’ ultima grande trovata del governo per fare quadrare i conti pubblici è stata quella della finestra di uscita un modo mascherato per ritardare il pagamento dell’ assegno . E’ bello cercare di fare quadrare i conti della Nazione Italia sulla pelle degli altri, specie dei lavoratori dipendenti e anche autonomi che dopo 40 anni di lavoro devono attendere ancora 12 o 18 mesi per avere l’ assegno pensionistico. E nel frattempo, se hanno perso il lavoro o sono in mobilità, con cosa campano? Se lo sono chiesti i cervelloni di Roma? Mi piacerebbe che qualcuno provasse a darci una giustificazione su questo. Avevano sempre detto che i 40 anni non si sarebbero toccati e invece eccoci qua. Però non hanno mai pensato di toccare o di fare pagare una quota a tutte quelle persone che hanno avuto le pensioni baby che sono state elargite fino a pochi anni fa dai vari governi, migliaia di persone che sono andate in pensione avendo lavorato anche solo 10 anni o 15 anni o a quelle persone" importanti " che prendono anche due/tre pensioni e magari esercitano ancora la professione. E poi è ora di finirla di trasmettere il messaggio che chi va in pensione è un dissipatore di risorse pubbliche perché chi ha lavorato 40 anni vuole dire che per 40 anni ha pagato i contributi regolarmente, cosa che non tutti in Italia fanno e invece che premiare queste persone le si penalizza ancora una volta. Antonino Arrabito – e mail politica Non condivido affatto i passaggi dei finiani Egregio direttore, le chiedo la cortesia di pubblicare queste mie riflessioni che emergono alla luce dei fatti vergognosi che si stanno verificando nel malcostume politico italiano e quel che più mi rattrista anche nella nostra Provincia; preciso che sono un uomo di destra, la destra sociale, dove ho militato per più di cinquant’ anni, la qual cosa non è stata certamente facile per chi, come me, ha abitato a Malnate che era definita in passato la Stalingrado del Varesotto. Le mie origini politiche non le ho mai nascoste tant’ è che molti anni fa il giornalista Gianantonio scrisse un libro dal titolo Varese in camicia nera dove io già allora venni definito fascista, anche se, essendo nato nel 1941 con il fascismo non potevo avere niente a che spartire e chi mi conosce sa bene che non sono certo fascista, ma orgoglioso di essere di destra, ma una destra molto attenta al sociale. Ironia della sorte nelle diatribe politiche con i miei ex amici venivo più volte rimproverato per questa mia attenzione al sociale con una frase che a me faceva piacere e che recitava che io socialmente ero più a sinistra dei comunisti. Dopo questo lungo preambolo vengo ai fatti attuali che partono dal funerale di An al quale ho partecipato con molta tristezza, non volli partecipare al matrimonio con Forza Italia perché da certi personaggi volevo stare lontano e i fatti mi hanno dato ragione soprattutto con la nascita di Fli Futuro e Libertà. Ora mi assale una grande tristezza nel vedere il comportamento di alcuni uomini di An che rientrano nel Pdl dopo essere usciti blaterando molto e giurando fedeltà a Fini, mi vien da chiedere ma che razza di uomini sono costoro se nel giro di pochi mesi hanno cambiato gabbana ben quattro volte da An al Pdl e poi a Futuro e Libertà per poi ritornare all’ ovile della Pdl, e con che faccia si presenteranno ai loro elettori? Elettori che spero non sprechino più i loro voti per simili personaggi. E’ però evidente agli occhi di tutti il motivo di questo voltagabbana; ha ragione Ferrazzi (dal quale mi dividono politicamente anni luce) quando dice che se hanno un po’ di dignità dovrebbero rinunciare alla loro indennità per la carica che ricoprono se no ogni loro spiegazione si riduce ad un tentativo maldestro e per questo gli elettori li puniranno. Concludo con l’ esternare tutta la mia stima ed ammirazione per Marco Airaghi per la sua coerenza, ma mi fa male il sentirgli dire «li abbiamo accolti a braccia aperte», credo sarebbe stato più giusto fare altro. Ringrazio per lo spazio concessomi. Francescotto Franco – Malnate rincari Buon anno a tutti voi Nonostante le premesse Buon anno, auguri, felice anno nuovo a chi? Tra poche ore ci scambieremo gli auguri per l’ anno nuovo, e non potremo neanche dirci «che sia almeno come quello passato»: infatti, come tutti hanno constatato, per la stragrande maggioranza degli italiani è stato peggiore di quello precedente. Quello che ci si prospetta porta già i segni di un ulteriore peggioramento del tenore di vita. Ci saranno rincari di oltre mille euro a famiglia, segnati da aumenti dei costi, per noi poveri pantaloni, di beni di prima necessità (+ 6%) che andranno a ingrassare la grande distribuzione, delle assicurazioni (+ 10%) che grazie a una legge Lega-Pdl possono continuare a fare cartello senza essere condannate, dei pedaggi autostradali (+ 2%) che andranno nelle tasche di Benetton sempre grazie alla concessione trentennale di questo governo, dei trasporti pubblici locali (+ 25%). Con l’ aggiunta di aumenti per il gas (7%) e luce (5%). A proposito della stangata sui trasporti pubblici locali, è giusto ricordare che ciò è dovuto al mancato trasferimento dei soldi delle nostre tasse alla Regione Lombardia da parte del governo Lega -Pdl. Intanto però Formigoni e soci si sono costruiti un edificio nuovo di pacca da 500 milioni di euro! Di fronte a tali aumenti, aumenta pure il debito pubblico, la cassa integrazione, i disoccupati, la disperazione di chi resta senza lavoro, aumenta il numero di chi ricorre alla mensa dei poveri. Ma questo non si può dire, perché secondo il Vangelo di B&B, guardare in faccia alla realtà e alla nullità di questo governo vuol dire volere male all’ Italia. Chi invece continua a fare leggi salva Berlusconi (che lo favoriscono giudiziariamente ed economicamente) o che continua a collocare amici e parenti, colleghi di partito nei posti pubblici dirigenziali senza alcuna competenza specifica: pagati con i nostri soldi fanno gli interessi dell’ Italia o di chi? Comunque auguri Andrea Bagaglio Idv.
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