27 Maggio 2002

Proibito il telefonino mentre si guida, ma non per tutti




Terminiamo la pubblicazione del comunicato stampa delle associazioni di consumatori e utenti Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che hanno scritto al presidente del Consiglio, ai deputati, ai senatori e ai membri della commissione trasporti per modificare le norme del nuovo codice della strada.
«Una stroncatura riceve anche la disposizione che modifica le targhe degli scooter, non più riferite al veicolo, bensì al possessore. Così, se un padre presta il motorino al proprio figlio, quest?ultimo potrebbe ricevere una multa di seimila euro! Inoltre il cambio delle targhe, che riguarderà circa otto milioni 500 mila veicoli, rappresenterà un costo non indifferente per la collettività.
Al limite dell?incostituzionalità, per Adusbef, Codacons e Federconsumatori, la discriminazione fatta tra automobilisti e autisti di mezzi adibiti al trasporto di terzi o delle forze dell?ordine, rispetto al divieto di utilizzare il telefonino mentre si è alla guida. Alla base di questa disposizione, fortemente voluta dal ministro Lunari, vi è l?accertata pericolosità del cellulare, che quadruplica la possibilità di avere incidenti. Per il governo, però, i conducenti godono di uno sconosciuto potere che gli consente di essere estranei a qualunque rischio di incidenti alla guida causati dal telefonino.
Costoro, infatti, al pari degli agenti delle forze dell?ordine, sono liberi di utilizzare il cellulare come e quando vogliono, indipendentemente dal fatto che una loro distrazione può rappresentare un rischio per l?incolumità di centinaia di trasportati.
Criticato, inoltre, l?innalzamento del limite di velocità sulle autostrade a 150 km/h. La velocità, infatti, ricordano le tre associazioni, rappresenta la prima causa di morte sulle strade in Italia».
Canone sociale Telecom ? Federconsumatori, anche alla luce dell?attuale discussione sul canone telefonico, vuole reiterare in modo più dettagliato una questione, non ancora risolta, che riguarda il canone sociale.
Infatti, le nuove regole definite dall?Autorità delle telecomunicazioni, che dovevano permettere l?abbattimento del 50% del canone, stabiliscono che, anziché usufruirne un milione e mezzo di famiglie, queste siano soltanto ottantamila. Nello stesso tempo, circa cinquecentomila famiglie che utilizzavano il contratto di basso traffico con il canone dimezzato ora non più in vigore hanno avuto un aumento di circa settanta euro annui.
I requisiti per avere diritto all?abbattimento del canone, infatti, sono tali che solamente gli utenti praticamente in stato d?indigenza possono fruirne. Oltre a numerose richieste d?informazioni, ai nostri sportelli abbiamo registrato un diffuso malcontento che sfocia, in molti casi, nella disdetta delle utenze, poiché, conti alla mano, molti titolari di contratti a basso traffico trovano più conveniente affrontare la spesa di acquisto di un cellulare pagando poi esclusivamente le telefonate fatte piuttosto che quote fisse non piccole cui aggiungere il costo delle telefonate effettuate. Sarebbe utile conoscere il numero delle disdette ricevute da Telecom dopo l?entrata in vigore delle nuove norme e verificare quale percentuale si riferisca alle vecchie utenze con canone dimezzato.
Se la percezione che abbiamo risultasse confortata dai numeri, riteniamo che Telecom potrebbe decidere, anche in maniera autonoma, la reintroduzione del contratto commerciale di basso traffico che porterebbe sollievo soprattutto alle famiglie anziane e meno abbienti, in attesa che l?Autorità delle telecomunicazioni riconosca quello che, a parere della Federconsumatori, è il fallimento della nuova regolamentazione del canone sociale.

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