14 Aprile 2008

PROGETTO “AIDS: L’INCONTRO TRA L’OFFERTA DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI E LA DOMANDA DELLA POPOLAZIONE IMMIGRATA”

PROGETTO “AIDS: L’INCONTRO TRA L’OFFERTA DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI E LA DOMANDA DELLA POPOLAZIONE IMMIGRATA”

Provincia di Roma           

 

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Il Codacons, nell’ambito del progetto “AIDS: l’incontro tra l’offerta dei servizi socio-sanitari e la domanda della popolazione immigrata”, ha focalizzato la sua attenzione sugli operatori socio-sanitari che operano all’interno delle strutture dedicate e sui relativi utenti ed in particolare, sulla popolazione immigrata.
L’iniziativa, nello specifico, ha, in primo luogo, misurato la capacità di percezione degli utenti alla malattia.
Dall’attività di monitoraggio, emerge che non tutti gli utenti stranieri sono in grado di percepire il rischio della malattia, nonostante, secondo i dati statistici, i casi di AIDS non siano diminuiti ma stabilizzati nel tempo.
Il progetto ha pure avviato un’attività di monitoraggio della fruibilità dei servizi presenti sul territorio e dalle indagini effettuate emerge che la popolazione immigrata affronta quotidianamente problematiche che, da un punto di vista pratico, rappresentano un limite all’accesso ai servizi sanitari.
Nonostante ciò, si è cercato di migliorare la fruibilità dei servizi sanitari e per esso l’accesso alle strutture del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) al fine di tutelare ed anche monitorare le condizioni di salute degli immigrati, anche se l’attenzione è rivolta maggiormente e soprattutto agli immigrati che in maniera stabile vivono nella provincia di Roma da diversi anni.
Per quanto concerne, invece, l’analisi dei fabbisogni territoriali in tema di AIDS, risulta che le politiche sanitarie e le vigenti disposizioni normative, hanno tentato di eliminare le barriere di natura giuridica ed economica al fine di potere garantire la salute pubblica, partendo proprio dalla riabilitazione della sanità di tutti gli immigrati che, ad oggi, si trovano ai margini del sistema ed in condizioni economiche, culturali e sociali deboli.
Nonostante ciò, al momento attuale, le stesse organizzazioni strutturate, non sono riuscite a pieno a raggiungere tali obiettivi e l’accessibilità ai servizi sanitari pubblici, è ancora fragile e presenta importanti criticità nell’affrontare le esigenze ed i fabbisogni territoriali.
Il progetto, tra le attività previste, ha effettuato un indagine desk on line sulle strutture socio-sanitarie e le attività presenti in tema di Aids attraverso un’analisi dei siti web dedicati.
Tale ricerca ha permesso di creare una mappatura orientativa delle strutture esistenti nel territorio della provincia di Roma.
Da un primo approccio si può evidenziare che, purtroppo, solo alcune di tali strutture godono di un supporto telematico dedicato e le sedi pubbliche presenti sul territorio provinciale romano, pur contando una frequenza di casi di malattia particolarmente allarmante, risultano insufficienti a coprire l’ingente domanda di intervento. Favorire l’accesso ai servizi di diagnosi e cura, significa contribuire alla prevenzione dell’infezione da HIV e dell’AIDS.
Il progetto ha anche avviato un’indagine qualitativa sugli operatori socio-sanitari. L’indagine è stata svolta attraverso interviste rivolte agli operatori socio-sanitari per comprendere l’esperienza diretta ed il vissuto degli operatori, individuando la percezione dei fabbisogno degli utenti attraverso interviste realizzate da un medico psicologo clinico.
A tal fine, il Codacons, ha realizzato due questionari indirizzati agli operatori socio-sanitari ed alle popolazioni immigrate.
I questionari rivolti agli operatori socio – sanitari si compongono di 13 domande a risposta multipla, in forma anonima e dai quali emergono dati rilevanti. Secondo i dati riportati dalle indagini, infatti, si evidenzia che, nonostante la malattia sia un problema diffuso nel nostro paese, le poche strutture riescono a colmare solo le lacune più rilevanti.
È vero, infatti, che le strutture socio sanitarie presenti sul nostro territorio, pur rappresentando un valido contributo per contrastare efficacemente la malattia ed individuare le cure mediche più efficaci, necessitano di un apparato organizzativo, realizzato con appositi corsi di perfezionamento e di aggiornamento rivolti al personale medico e paramedico.
Il progetto ha avviato, attraverso questionari in forma anonima e composti da 13 domande a risposta multipla, somministrati da personale qualificato, una specifica indagine sulla popolazione degli immigrati.
La ricerca ha tentato di comprendere il vissuto della popolazione immigrata regolare e clandestina sul tema dell’AIDS e sulle strutture dedicate.
I dati confermano che una parte significativa della popolazione immigrata, stabilmente presente nel nostro paese, per anni si è trovata esclusa dalla possibilità di poter accedere ai servizi socio-sanitari.
Il fenomeno della prostituzione immigrante, costituisce il fattore più rilevante stimato dai questionari; la scarsa informazione sanitaria e la precaria formazione degli operatori ad affrontare tematiche sociali, culturali e soprattutto psicologiche della popolazione immigrata, comporta inevitabilmente disagi nell’approccio nella delicata materia.
Tale constatazione, impone di proseguire e possibilmente migliorare l’attività informativa e la comunicazione del rischio.
L’AIDS, infatti, si può arginare con le nuove e potenti terapie, ma l’epidemia si può sconfiggere, esclusivamente, attraverso l’informazione e l’adozione di comportamenti appropriati.
Il progetto AIDS: l’incontro tra l’offerta dei servizi socio-sanitari e la domanda della popolazione immigrata è stato approvato con determinazione dirigenziale n. 23 del 12 novembre 2007 (R.U.6912 del 12 novembre 2007) e finanziato dalla Provincia di Roma.

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