10 Maggio 2012

Profumo: “Non so se avrei comprato Antonveneta” a quelle condizioni

Profumo: “Non so se avrei comprato Antonveneta” a quelle condizioni

“Il nuovo Cda è cosciente che il mondo e’ molto diverso e che anche noi
dovremo cambiare parecchio”, ha detto il presidente di Banca Monte dei
Paschi di Siena, Alessandro Profumo. Obiettivo è evitare che “l’
inchiesta rallenti l’ attività del Cda”

    

Siena, 10-05-2012 “Diciamo che quando si compra una società quotata non si fa due diligence, si fa un’ offerta sul mercato. Sull’ acquisizione di Antonveneta francamente non saprei dire se l’ avrei comprata con la due diligence o senza”. Così Alessandro Profumo, presidente Mps, rispondendo così a una domanda sull’ acquisizione di Antonveneta del 2008 (che avvenne senza due diligence) al centro dell’ inchiesta della Procura di Siena. “Comunque voglio dire una cosa: sia io e sia Viola non guardiamo al passato, il passato non ci dà alcun valore aggiunto, non ci esercitiamo su questo”, ha sottolineato Profumo. Chiudere presto le indagini Il nuovo dg di Banca Mps, Fabrizio Viola, non si era accorto, o non era a venuto a sapere, di un’ inchiesta in corso sull’ istituto. Lo ha precisato ai giornalisti, a Siena, lo stesso Viola, sottolineando come questo può essere dovuto anche “alla riservatezza” degli inquirenti. In ogni caso, ha aggiunto Viola “abbiamo bisogno di lavorare in altre condizioni e vogliamo che questo avvenga rapidamente”. Piano industriale entro giugno “Il nuovo piano industriale di Banca Monte dei Paschi di Siena sarà presentato entro metà giugno, per renderlo coerente con le richieste dell’ Eba”, ha detto l’ amministratore delegato del Monte. “Si vogliono identificare le vie per riprendere un percorso di redditivita’ – ha concluso – non solo per gli azionisti ma anche per i nostri clienti”. La denuncia del Codacons Dopo il blitz di ieri della Finanza presso gli uffici di Monte dei Paschi di Siena, il Codacons ha deciso di costituirsi parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura senese e lancia oggi una azione risarcitoria nei confronti dell’ istituto di credito da parte di azionisti e clienti della banca. “I reati per cui si procede sono molto gravi e le ipotesi avanzate dalla magistratura configurerebbero un danno per correntisti e azionisti di Mps – spiega il presidente Carlo Rienzi – In particolare il rischio è quello di un utilizzo illecito dei soldi dei correntisti, in relazione alle operazioni finanziarie di reperimento delle risorse necessarie all’ acquisizione di Banca Antonveneta e ai finanziamenti in essere a favore della Fondazione Monte dei Paschi”.

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