6 Aprile 2018

Profili violati, Facebook reagisce «Avviseremo le persone colpite»

QUELLA di Facebook sta diventando una corsa contro il tempo. Una corsa alle scuse e ai rimedi. Mark Zuckerberg (nella foto in alto) riempie le sue giornate con profusi mea culpa e assunzioni di responsabilità alla vigilia dell’ attesa deposizione davanti la Congresso americano in programma per l’ 11 aprile. La notizia però che non più 50 ma oltre 87 milioni di utenti hanno visto i loro dati «succhiati illegalmente» da Cambridge Analytica per essere utilizzati strategicamente e manipolati a scopo politico dalla società inglese che prestava consulenze elettorali per il presidente Trump, ha aggravato la situazione aprendo uno squarcio profondo sulla credibilità del colosso della Silicon Valley. Che in passato si era già scusato per aver accettato pubblicità e notizie false da gruppi di pressione rivelatisi vicini al Cremlino. DA LUNEDÌ prossimo, il giorno prima della deposizione di Zuckerberg, Facebook avvertirà con un messaggio tutti gli utenti il cui profilo è stato schedato da Cambridge Analytica e faciliterà la rimozione di tutte le app non gradite e che portano a un’ inevitabile esposizione dei dati personali. In testa all’ intero flusso di notizie apparirà un nuovo link che faciliterà l’ operazione di controllo e cancellazione, permettendo agli utenti di proteggere meglio le loro informazioni. Inoltre d’ ora in avanti per passare alla condivisione di blocchi di dati e di gruppi sarà necessario ottenere l’ autorizzazione diretta da Facebook, che non potrà essere sostituita da quella di terzi. Secondo Facebook, 214.134 italiani sarebbero rimasti coinvolti nel caso di Cambridge Analytica e tutti saranno informati individualmente la settimana prossima. Il Codacons nel frattempo si accinge a preparare una grande class action per gli utenti italiani coinvolti nel Datagate. Chi avesse scaricato l’ applicazione ‘thisisyourdigitallife’ potrà aderire e chiedere i danni individuando sul sito di Codacons la procedura di partecipazione. Da Bruxelles intanto la Commissione Europea giudica «inaccettabile» la condivisione dei dati consentita a Cambridge Analytica e la commissaria Jourova nel confermare l’ apertura di un’ indagine, precisa che questa avverrà anche in collegamento con la Federal Trade Commission americana. Anche in Australia il Commissario per la privacy ha avviato un’ inchiesta analoga per accertare se Facebook abbia o meno violato la legge australiana sulla privacy. Il 24 APRILE intanto nell’ ambito dell’ istruttoria aperta nelle scorse settimane sulla Cambridge Analytica sarà a Roma Stephen Deadman, il vicedirettore globale della privacy della stessa Facebook, convocato dal garante Antonello Soro che vuole ottenere tutte le informazioni possibili sugli italiani coinvolti. Dopo i ripetuti mea culpa di Zuckerberg e la svolta nella corsa ai rimedi il titolo di Facebook ieri ha ripreso quota a Wall Street, recuperando oltre il 2,4% fino a quota 158 dollari . Il fondatore del colosso dei social media ha assicurato anche che la sua società garantirà a tutti gli utenti in ogni parte del mondo gli stessi strumenti di controllo della privacy che entreranno in funzione in Europa il mese prossimo, ritenendoli i più avanzati a livello internazionale. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
giampaolo pioli

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