19 Dicembre 2012

Prof delusi: «Quiz sfollagente»

Prof delusi: «Quiz sfollagente»

di Pier Giorgio Pinna wSASSARI «Quiz usati come sfollagente». Sara Ielmini è lapidaria: ha superato alla grande le preselezioni del concorsone, ma non sorride. «Volevano solo evitare che agli esami veri fossimo in troppi», spiega prendendo le difese dei colleghi già tagliati fuori. Lei, 36 anni, sassarese, laurea in chimica, corre per un posto fisso dal 2006. Ha risposto con esattezza a 48 delle 50 domande, 2 le ha sbagliate, per una ha lasciato le caselle in bianco. Punteggio finale: 47. Per essere ammessi bisognava raggiungere almeno 35. Qualcuno, in una postazione vicina, si è fermato a un beffardo 34,5: ha fatto ritorno a casa più amareggiato di altri rimasti lontani dal traguardo. «Così come tutti ho saputo subito com’ era andata», si limita ad aggiungere Sara Ielmini fissando il video del computer al termine dei 50 minuti disponibili. Una schermata che, moltiplicata per 7.500 concorrenti, fotografa il maxiconcorso della scuola nell’ isola: «Guerra tra poveri per 280 cattedre», non si stancano di commentare in tanti. Nel turno della giovane docente, al Tecnico Ruju di Sassari, solo altri 4 su 19 hanno passato il test. Nel precedente erano stati promossi in 2 su 17. Moltissimi delusi, quindi. E altri, forse preparati al peggio, già pronti a giocarsi nuove opportunità. In Sardegna sono scesi in lizza tanti aspiranti maestri, parecchi candidati per la scuola d’ infanzia, ancora di più per le medie, le superiori e il sostegno ai disabili. Istituto esemplarmente rappresentativo il Ruju di Sassari, scelto per l’ efficienza dei laboratori: sedi delle preselezioni sono state ovunque le aule d’ informatica. Se per i quiz l’ organizzazione dipendeva dalle procedure nazionali, l’ applicazione delle regole è stata demandata alle direzioni di ogni istituto. «Da noi i candidati sono arrivati una ventina alla volta _ puntualizza il preside, Simone Sechi _ Agli impiegati è spettata la loro identificazione. Poi, una volta nell’ aula d’ informatica, nostri docenti hanno assicurato la vigilanza. Invece un responsabile tecnico si è occupato dei collegamenti online: alla scadenza le prove sono state trasmesse alla presenza dei candidati e l’ esito pubblicato in un istante». «In una delle sessioni di ieri mattina un’ insegnante ha risposto giusto a 50 quesiti su 50, mentre rispetto al primo giorno si è avuto un aumento di rinunce da parte d’ iscritti che poi non si sono presentati», fa sapere il preside. Mentre la Flc-Cgil parla di «colossale inganno» e il Codacons chiede al Miur di pagare ai precari con incarico d’ insegnamento annuale le ore d’ assenza per partecipare ai test, si tirano le somme della due-giorni. Nel Tecnico, che al centro di Sassari in passato ha ospitato l’ istituto per ragionieri e l’ Itas, da oggi riprendono le lezioni per le classi diverse dalle quinte, le sole che da lunedì hanno lavorato normalmente in un’ ala diversa da quella delle prove di questo edificio degli anni Trenta. Studenti e candidati non potevano infatti entrare in contatto. C’ è qualche apprezzamento positivo per la rapidità del percorso consentito dalle modalità informatiche. Ma proprio dai concorrenti arriva una valanga di critiche. L’ algherese Francesca Dinapoli, a lungo maestra d’ infanzia in un istituto privato, è arrivata sin qui, nella scuola dedicata al grande poeta sassarese Agniru Canu, «con la speranza», come sottolinea lei stessa, «di un posto davvero definitivo». Salvatore Budroni, 50 anni, di Ozieri, insegna Educazione fisica, è precario dal 1987 e non ha superato la preselezione. «Era difficile: come si fa a unificare nella stessa griglia omogenea di quesiti tutte le classi di concorso?», si chiede. Per poi fare un’ altra domanda: «Com’ è che lavoro da tanto tempo e secondo il risultato di questi test non sarei in grado di farlo?». «Ho preso 37 e sono passata, ora mi aspettano gli esami, le date le conosceremo a metà gennaio, ma se prima ero seconda in graduatoria dopo essermi laureata in Scienze agrarie nel 1990, quest’ anno sono già stata retrocessa in quarta posizione», rimarca la sassarese Margherita Bossi. Non hanno alle spalle lunghe storie di precariato, ma Noemi Masala e Mariolina Chessa, due delle prof incaricate di controllare il corretto svolgimento del concorsone, sono assolutamente solidali con i colleghi impegnati nel tour de force. Dice la prima delle due docenti: «Ci troviamo semplicemente di fronte a una mannaia concepita con l’ esclusivo scopo di abbattere il numero dei partecipanti alle prove definitive». E l’ altra: «Tutto in questa fase è stato studiato per creare una iper selezione iniziale». Eppure, tra tanti sconfortati per aver perso un’ occasione importante, qualcuno può esultare: almeno per il momento ce l’ ha fatta. È il caso di Vincenzo Cossu, 34 anni, di Sassari, abilitato in Storia, Geografia, Italiano e in attesa di un incarico di ruolo dal 2006. «Ho dato 44 risposte esatte e 3 errate», sostiene. «Mi ero esercitato col simulatore ministeriale e il test non mi è sembrato difficile: in ogni caso questo non è certo un quiz capace di mostrare quale sia la reale capacità d’ insegnamento», aggiunge. Per poi proseguire con un sorriso: «Sa, io faccio anche il musicista: può scrivere, per piacere, che col coro Nova Euphonia domenica sera alle 20,30 faremo un concerto a Castelsardo su invito del Comune?». Ecco fatto: per sapere come andranno le prossime prove del concorsone c’ è ancora un po’ di tempo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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