Prof, candidature in video come per un reality show
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fonte:
- La Stampa
iniziativa di due presidi in toscana. il ministero chiede spiegazioni
Gli aspiranti prof sono alle prese con le videocandidature come i grillini alle amministrative o come le giovani che si affacciano al mondo dello spettacolo. E’ l’ ultima novità che sta tormentando la già difficile estate dei prof che per la prima volta stanno affrontando il meccanismo della chiamata diretta, la selezione effettuata dal dirigente scolastico sulla base di criteri generali definiti dal ministero e poi personalizzati dalle singole scuole. È così che dalla lettura dei bandi pubblicati da due scuole toscane – l’ Istituto Comprensivo Pier Cironi di Prato e l’ Istituto Comprensivo Statale «A. Frank – Carradori di Pistoia – è emersa, fra le altre richieste, anche quella di un «video a figura intera». A Prato sono disponibili 8 posti comuni e 3 di sostegno, a Pistoia altri 3. Per occupare queste cattedre rimaste libere i presidi hanno chiesto ai docenti che vogliono candidarsi, di inviare, oltre al proprio curriculum, un loro video a figura intera. Nel bando, in realtà, la richiesta è solo facoltativa ma l’ accenno a inserire anche l’ aspetto fisico fra i requisiti di selezione dei prof basta a scatenare un’ ondata di proteste. L’ associazione dei consumatori Codacons ha minacciato azioni legali, il deputato Marco Di Lello ha annunciato un’ interrogazione al Miur che ha nel frattempo avviato un controllo e chiesto una relazione all’ Ufficio Scolastico Regionale. «Da pochi giorni sono partite le operazioni di assegnazione dei docenti alle scuole, attraverso il metodo della `chiamata diretta´. Il docente invia il curriculum che sarà vagliato dal dirigente scolastico, il quale provvederà poi ai colloqui e all’ assegnazione degli incarichi. Alcuni presidi, tuttavia, hanno forzato la mano, chiedendo ai candidati – spiega l’ associazione di consumatori – di inviare il curriculum accompagnato da un video di presentazione dove i docenti devono mostrarsi a figura intera». La conclusione dell’ associazione è sarcastica: «Ci manca solo che i presidi chiedano ai docenti di ballare e cantare, e poi ci troveremmo di fronte a un qualsiasi provino per il Grande Fratello». Dalla lettura dei bandi emerge che gli aspiranti alla cattedra possono allegare alla mail «un video di massimo 2 minuti di durata con ripresa a figura intera» per presentarsi e illustrare in sintesi le motivazioni della candidatura attraverso video da consultare via web con link su You Tube e simili. I dirigenti si difendono spiegando di aver avuto intenzioni del tutto diverse. Alla Nazione Margherita De Dominicis che guida l’ istituto di Pitstoia precisa che «si tratta di una possibilità: ogni candidato può integrare il curriculum con questo documento, niente di più». E che esiste un problema di tempi: «Il Miur ci chiede di comunicare i nomi dei docenti entro giovedì. Io ho tre posti liberi da assegnare, per i quali potrebbero arrivarmi decine di candidature. Avrei organizzato volentieri anche dei colloqui a scuola, ma in questi giorni molti sono in ferie e non ci sarebbe tempo. Ho trovato una soluzione avvalendomi della tecnologia, e non ci trovo niente di male. D’ altra parte, persino il Miur aveva indicato come possibilità quella di fare dei colloqui via Skype». A pesare nelle polemiche è soprattutto il riferimento alla richiesta di presentare un video a figura intera. «A chi insinua che questa soluzione rendere possibili delle discriminazioni – spiega la preside – vorrei far presente che, se avessi organizzato dei colloqui a scuola, avrei incontrato i candidati di persone. Quindi avrei valutato attraverso una conoscenza diretta. Chi critica non considera quale responsabilità ricade su un dirigente scolastico, chiamato a scegliere gli insegnanti da far entrare in una classe di bambini». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
flavia amabile
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