11 Settembre 2021

Produzione sopra i livelli pre Covid

La  ripresa  si  consolida  con  la  produzione  industriale  che  conferma  la  fase  di  recupero  arrivando  superare  livelli  pre-Covid.  Un  segnale  decisivo  che  mostra  quanto  “tirare”  siano  tutti  settori  manifatturieri  imprimendo  una  spinta  al  Pil.  luglio  scorso  la  produzione  industriale  è  aumentata  dello  0,8%  rispetto  giugno,  mentre  su  base  annua  si  è  registrata  una  crescita  del  7%  che  fa  segnare  rispetto  febbraio  2020,  mese  antecedente  l’inizio  dell’emergenza  emergenza  sanitaria,  un  livello  superiore  dell’1,55%.  certificare  «la  dinamica  favorevole»  è  l’Istat  di  questi  nuovi  dati  positivi  si  terrà  conto  nella  NaDef,  la  MILANO  Moto  Guzzi  si  proietta  nel  futuro  verso  prossimi  100  anni.  lo  fa  con  la  realizzazione  di  una  nuova  fabbrica  avveniristica  in  cui  si  prevede  di  raddoppiare  la  capacità  produttiva,  con  40mila  moto  all’anno,  incrementando  gli  addetti,  che  oggi  sono  200  (più  80  stagionali).  Il  progetto  di  ristrutturazione  partirà  entro  l’anno  per  concludersi  entro  il  2025  ed  è  volto  al  restyling  totale  dell’impianto  impianto  di  Mandello  del  Lario  (Lecco),  lo  storico  sito  industriale  dove  da  un  secolo  vengono  prodotte  le  motociclette  del  marchio  dell’Aquila.  Si  tratta  di  un  passo  avanti  nel  segno  gli  operatori  economici  ad  agosto  sono  emerse  indicazioni  di  nuovi  incrementi  dei  prezzi  per  prossimi  mesi»,  indica  l’Istituto  di  statistica,  rilevando  anche  che  è  «salita  la  percentuale  dei  consumatori  che  si  attendono  un  forte  aumento  dei  prezzi,  mentre  tra  le  imprese  si  manifestano  attese  di  rincari  nel  settore  delle  costruzioni  per  beni  del  comparto  manifatturiero  destinati  al  consumo».  Una  prospettiva  che  preoccupa  il  mondo  produttivo.  «Confindustria  sta  monitorando  con  preoccupazione  l’escalation  congiunturale  dei  prezzi  delle  principali  commodity.  Tra  questi  il  prezzo  dell’energia  elettrica»,  afferma  il  presidente  di  Confindustria,  Carlo  Bonomi,  in  un  videomessaggio  all’assemblea  di  Elettricità  Futura.  Uno  scenario  di  fronte  al  quale  torna  chiedere  un  intervento  per  mitigare  il  problema  che  sul  fronte  delle  materie  prime,  come  rimarcato  in  questi  giorni,  non  è  solo  dell’industria  italiana  ma  europea.  «Queste  tensioni  di  mercato  devono  essere  comprese  nei  loro  fattori  di  origine  gestite  di  conseguenza.  Non  devono  farci  arretrare  rispetto  agli  obiettivi  di  sostenibilità»  per  le  generazioni  future,  «né  mettere  repentaglio  lo  slancio  produttivo  del  Paese,  soprattutto  in  questa  delicata  fase  di  ripresa»,  avverte  Bonomi.  Il  numero  uno  di  Confindustria  porta  dati:  il  prezzo  dell’energia  elettrica  è  aumentato  di  oltre  l’80%  rispetto  gennaio  di  quest’anno,  quello  del  gas  naturale,  da  cui  dipende  il  prezzo  dell’energia  elettrica,  di  oltre  il  100%.  dell’innovazione  della  sostenibilità  ambientale  in  linea  con  piani  del  gruppo  Piaggio.  «Siamo  impegnati  in  maniera  totale  verso  l’elettrico»e  in  favore  della  riduzione  delle  emissioni,  spiega  il  numero  uno  del  gruppo  di  Pontedera,  Roberto  Colaninno,  che  punta  modificare  il  dna  di  Piaggio,  «da  azienda  meccanica  ad  azienda  elettrico-elettronica».I  tempi  del  piano  europeo  al  2030  «sono  corti  ci  dovremo  confrontare  con  una  serie  di  problemi,  ma  è  una  sfida  che  non  possiamo  non  cogliere».  Il  progetto  del  nuovo  impianto  di  Mandello  porta  la  firma  dell’architetto  designer  di  fama  mondiale  Greg  Lynn.  chie,  figlie  del  periodo  più  buio  dell’austerity  oggi  considerate  anacronistiche  da  molti  visto  che  limiterebbero  la  spinta  verso  gli  investimenti.  Gentiloni  invita  guardare  la  realtà:  «Dopo  la  pandemia,e  con  la  transizione  verde  davanti  noi,  abbiamo  bisogno  di  riflettere  su  come  avere  una  crescita  persistente.  Non  dobbiamo  cambiare  la  soglia  dei  Trattati  ma  capire  come  raggiungere  un  consenso  che  abbia  regole  fiscali  sostegno  della  crescita».  Dombrovskis  si  spinge  oltre,  sposando  la  linea  da  sempre  sostenuta  dal  collega  italiano:  la  revisione  dovrà  contenere  «una  riduzione  del  debito  che  sia  realistica  per  gli  Stati».  Anche  la  Francia  si  è  avviata  sulla  sua  strada,  stavolta  senza  aspettare  la  Germania  visto  che  le  elezioni  tedesche  rallenteranno  il  processo:  «Servono  regole  comuni»  di  bilancio  «ma  alcune  sono  obsolete.  Per  esempio  il  livello  di  debito  pubblico  attualmente  ha  scarti  di  100  punti  tra  Paesi.  Dobbiamo  trovare  un  metodo  diverso  un  ritorno  all’equilibrio  budgetario  diverso»,  ha  detto  il  ministro  francese  dell’economia,  Bruno  Le  Maire.  Di  diverso  avviso  Paesi  rigoristi.I  ministri  di  Austria,  Danimarca,  Lettonia,  Slovacchia,  Repubblica  Ceca,  Olanda,  Finlandia  Svezia.  Nota  di  aggiornamento  del  Documento  di  programmazione  economica  finanziaria  in  arrivo  il  27  settembre.  Per  ora,  la  crescita  già  acquisita  nel  2021,  cioè  quella  che  si  avrebbe  con  variazioni  pari  zero  nei  prossimi  trimestri,  è  infatti  del  4,7%.  Ad  un  soffio  dunque  dal  5%  ma  neanche  troppo  lontana  dal  6%  che  si  inizia  ad  ipotizzare.  Sempre  l’Istat  ieri  ha  rilevato  nella  Nota  mensile  di  agosto  che  nel  secondo  trimestre  il  Pil  ha  segnato  un  incremento  congiunturale  significativo  del  +2,7%,  superiore  quello  medio  dell’area  euro»  (2,2%)  «e  di  Francia  Germania».  Un  risultato  che,  osserva  l’Istituto  di  statistica,  «riduce  ulteriormente  il  divario  rispetto  al  periodo  pre-crisi:  la  variazione  rispetto  al  livello  registrato  nell’ultimo  trimestre  del  2019  resta  negativa  (-3,8%,  circa  16  miliardi)  ma  vicina  quella  di  Francia  Germania  (-3,2%  -3,3%).  Anche  l’export,  sempre  nel  secondo  trimestre  di  quest’anno,  mostra  una  crescita  congiunturale  per  tutte  le  ripartizioni  territoriali:  +7,3%  per  il  Nord-est,  +3,8%  per  il  Sud  Isole,  +3,6%  per  il  Nord-ovest  +0,2%  per  il  Centro.E  nel  periodo  gennaio-giugno  l’export  mostra  una  crescita  su  base  annua  molto  sostenuta  diffusa  livello  territoriale  la  performance  positiva  della  Lombardia  (+22,6%)  contribuisce  da  sola  per  6,1  punti  percentuali  alla  crescita  su  base  annua  dell’export  nazionale.  Insomma,  tutti  principali  settori  di  attività  economica  mostrano  dinamismo:in  termini  tendenziali  crescono  in  misura  particolarmente  marcata  beni  intermedi  (+11,9%)  con  minore  intensità  beni  strumentali  (+7,0%)  quelli  di  consumo  (+5,1%).  «Sono  orgoglioso»,  dice  il  ministro  della  Pubblica  amministrazione  Renato  Brunetta,  «perché  abbiamo  dato  dei  segnali  fortissimi  in  situazioni  difficilissime».  «Non  è  un  caso  se  in  questo  momento  stiamo  crescendo  più  degli  altri  Paesi  in  Europa.  Forse  perché  abbiamo  sofferto  di  più,  ma  an-che  perché  ci  siamo  rimboccati  le  maniche  meglio  degli  altri».  Plaudono  consumatori  con  il  Codacons  che  parla  di  «un  vero  proprio  boom  per  beni  di  consumo»  dopo  la  crisi  legata  al  Covid.

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