28 Gennaio 2009

Produzione industriale, è una crisi perenne

 Continua il crollo della produzione industriale, che a gennaio fa segnare un dato del -11,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, dopo il -11,2% registrato a dicembre. Lo riferisce il Centro studi di Confindustria nella consueta indagine rapida, nella quale si sottolinea come l’andamento degli ordini suggerisca «che la profonda crisi che sta attraversando il settore industriale italiano sia destinata a protrarsi nei prossimi mesi». L’indagine rapida di viale dell’Astronomia conferma dunque «in avvio di 2009 la debolezza della produzione industriale, che cade in gennaio dell’11,8% sullo stesso mese del 2008. In dicembre è scesa dell’11,2%, variazione leggermente migliore del -12,4% registrato nella stima preliminare (dati depurati per il diverso numero di giornate lavorative, due in meno)». Quanto alla produzione grezza, la contrazione a gennaio sui 12 mesi è del 17,6%, contro il -9,3% di dicembre. Nel confronto mensile, l’attività diminuisce in gennaio dello 0,1% dopo la flessione di dicembre (-1,5% su novembre, dati destagionalizzati). Le aziende che lavorano su commessa rilevano in gennaio un calo degli ordini sia in termini mensili (-8,7% su dicembre, dati destagionalizzati) sia sui dodici mesi (-7,9% su gennaio 2008, dato grezzo). In dicembre gli ordini sono scesi del 6,8% su novembre e del 7,6% su base annua. La prospettiva negativa, conclude il Csc, «è confermata anche dall’indagine Isae sulle imprese manifatturiere, che ha rilevato in dicembre il crollo delle valutazioni riguardo all’andamento atteso del fatturato all’esportazione nel primo trimestre 2009 (saldo a -12 da +3), il forte peggioramento delle attese di produzione a tre mesi (a -20 il saldo a dicembre, dal -13 di novembre) e la rapida caduta degli ordini (a -54 da -45)». Intanto la fiducia dei consumatori è in recupero nel mese di gennaio. L’indice, secondo quanto riferisce l’Isae, sale a 102,6 da 99,6 di dicembre. In aumento anche l’indice relativo alle opinioni sul quadro economico generale, che passa da 68,5 a 74,9 e quello relativo al quadro personale sale da 114,7 a 116,9. Tra le principali variabili, recuperano soprattutto i giudizi sul mercato dei beni durevoli: in particolare le intenzioni di acquisto dell’auto (da -172 a -169) e quelle relative all’acquisto o alle spese di manutenzione straordinaria delle case.  E mentre il Codacons, commentando l’inchiesta di Confindustria, invita le imprese ad abbassare i prezzi investendo nella ricerca, Adusbef e Federconsumatori si chiedono «in quale strano pianeta» si sia fatta, da parte dell’Isae, la rilevazione sulla fiducia dei consumatori, condotta forse «su qualche altra galassia». Per le associazioni dei consumatori, infatti, «il Paese ha bisogno di risposte chiare e forti in direzione di un vero rilancio dei consumi e non certo di manovrine caritatevoli, di accordi sociali separati e di istituti compiacenti che, a supporto della politica del governo, continuano a sostenere che tutto vada per il meglio».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox