Produzione industriale, gelata di gennaio
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
ROMA Forte rallentamento della produzione industriale a gennaio: il calo è del 2,5% rispetto a dicembre (dato destagionalizzato, depurato cioè da fluttuazioni per condizioni climatiche o concentrazioni di ferie) e del 5% su base annua (dato corretto per gli effetti calendario, depurato cioè da componenti attribuibili, ad esempio, alle festività). E’ il risultato peggiore dal 2009 e riporta la produzione indietro di due anni. Lo rileva l’ Istat. In picchiata la produzione di autoveicoli che, a gennaio, ha registrato un crollo del 36,8% (dato corretto per gli effetti di calendario). Il dato grezzo, invece, fa sapere sempre l’ Istituto di statistica, ha segnato un calo del 33,5%. Una frenata su base mensile era prevista, anche se le stime prospettavano una diminuzione più contenuta. A gennaio si sono registrate diminuzioni tendenziali per tutti i raggruppamenti principali di industrie, ma i ribassi più evidenti riguardano l’ energia (-5,9%) e i beni di consumo (-5,8%). Calano anche i beni intermedi (-5,4%) e i beni strumentali (-4,2%). I settori che registrano le diminuzioni tendenziali più consistenti sono l’ industria del legno, carta e stampa (-16,3%), le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (-13,3%), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati e la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (entrambi in calo dell’ 11,4%). I comparti in crescita sono l’ attività estrattiva (+5,8%), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+2,3%) e le industrie alimentari bevande e tabacco (+2,0%). Secondo il Codacons (associazioni in difesa dei consumatori) il crollo della produzione industriale a gennaio «è un dato inevitabile, considerato il crollo dei consumi ormai generalizzato. Non si capisce, infatti, perchè la produzione industriale dovrebbe ripartire dal momento che le famiglie non hanno soldi per acquistare i beni prodotti dalle industrie». Non promettono niente di buono altri dati in arrivo. Il centro studi di Confindustria stima una contrazione della produzione industriale dell’ 1% in febbraio, rispetto al mese precedente. Le prospettive per i prossimi mesi, dice Confindustria, «nelle valutazioni delle imprese sono sfavorevoli: in febbraio i giudizi e le attese sugli ordini sono peggiorati». (d.a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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