15 Aprile 2003

Produzione industriale ancora in calo



ROMA – La produzione industriale a febbraio, ha registrato rispetto allo stesso mese del 2002, una diminuzione dell`1,2%. Lo ha reso noto l`Istat sottolineando che l`indice destagionalizzato ha registrato un calo congiunturale, rispetto a gennaio 2003, dello 0,3%. Nel periodo gennaio-febbraio del 2003 – ha spiegato l`Istat – l`indice è risultato inferiore dell`1,2% rispetto al corrispondente periodo del 2002. «Purtroppo l`intonazione della produzione industriale rimane negativa», ha commentato il responsabile economico dei Ds, Bersani, e questo «conferma l` esigenza di allestire iniziative di politica industriale che abbiano qualche peso in settori in profonda riorganizzazione o in quelli a rischio di declino che nell`insieme interessano non meno del 30% della produzione nazionale».
Nel dettaglio, con riferimento ai raggruppamenti di industrie, la produzione dei beni di consumo presenta, rispetto a febbraio 2002, un calo tendenziale del 3,0%, sintesi di flessioni del 7,8% dei beni durevoli e dell`1,7% dei beni non durevoli. L`indice dei beni strumentali e l`indice dei beni intermedi registrano rispettivamente un calo tendenziale del 2,8 e del 2,1%, mentre l`indice dell`energia registra un aumento dell`8,3%. Nel periodo gennaio-febbraio 2003 quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie hanno registrato variazioni negative, con flessioni del 3,7% per i beni di consumo, del 2,8% per i beni strumentali e dello 0,1% per i beni intermedi.
A marzo, intanto, l?Istat ha confermato per i prezzi al consumo un aumento del 2,7% su base tendenziale. L?Istat ha precisato che rispetto a febbraio l`incremento mensile dei prezzi è stato dello 0,3%. Il 2,7% registrato in marzo, segna in realtà una leggera crescita rispetto al 2,6% tendenziale di febbraio. Polemici i consumatori, secondo i quali il dato sull`andamento dell`inflazione è frutto di un «miracolo dell`Istat», che mal si concilia con la crescita dell`Iva del 16,4% nei primi due mesi del 2003. Se il gettito dell`Iva è cresciuto di oltre il 16% – hanno rilevato Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – ciò è la conseguenza esclusiva di un aumento di prezzi e tariffe pagate dai consumatori finali».

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