Produzione industriale ai livelli pre-Covid
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fonte:
- Gazzetta di Parma
La ripresa si consolida con la produzione industriale che conferma la fase di recupero arrivando a superare i livelli pre-Covid. Un segnale decisivo che mostra quanto a “tirare” siano tutti i settori manifatturieri imprimendo una spinta al Pil. A luglio scorso la produzione industriale è aumentata dello 0,8% rispetto a giugno, mentre su base annua si è registrata una crescita del 7% che fa segnare rispetto a febbraio 2020, mese antecedente l’inizio dell’emergenza emergenza sanitaria, un livello superiore dell’1,55%. A certificare «la dinamica favorevole» è l’Istat e di questi nuovi dati positivi si terrà conto nella NaDef, la MILANO Moto Guzzi si proietta nel futuro verso i prossimi 100 anni. E lo fa con la realizzazione di una nuova fabbrica avveniristica in cui si prevede di raddoppiare la capacità produttiva, con 40mila moto all’anno, incrementando gli addetti, che oggi sono 200 (più 80 stagionali). Il progetto di ristrutturazione partirà entro l’anno per concludersi entro il 2025 ed è volto al restyling totale dell’impianto impianto di Mandello del Lario (Lecco), lo storico sito industriale dove da un secolo vengono prodotte le motociclette del marchio dell’Aquila. Si tratta di un passo avanti nel segno gli operatori economici ad agosto sono emerse indicazioni di nuovi incrementi dei prezzi per i prossimi mesi», indica l’Istituto di statistica, rilevando anche che è «salita la percentuale dei consumatori che si attendono un forte aumento dei prezzi, mentre tra le imprese si manifestano attese di rincari nel settore delle costruzioni e per i beni del comparto manifatturiero destinati al consumo». Una prospettiva che preoccupa il mondo produttivo. «Confindustria sta monitorando con preoccupazione l’escalation congiunturale dei prezzi delle principali commodity. Tra questi il prezzo dell’energia elettrica», afferma il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in un videomessaggio all’assemblea di Elettricità Futura. Uno scenario di fronte al quale torna a chiedere un intervento per mitigare il problema che sul fronte delle materie prime, come rimarcato in questi giorni, non è solo dell’industria italiana ma europea. «Queste tensioni di mercato devono essere comprese nei loro fattori di origine e gestite di conseguenza. Non devono farci arretrare rispetto agli obiettivi di sostenibilità» per le generazioni future, «né mettere a repentaglio lo slancio produttivo del Paese, soprattutto in questa delicata fase di ripresa», avverte Bonomi. Il numero uno di Confindustria porta i dati: il prezzo dell’energia elettrica è aumentato di oltre l’80% rispetto a gennaio di quest’anno, quello del gas naturale, da cui dipende il prezzo dell’energia elettrica, di oltre il 100%. dell’innovazione e della sostenibilità ambientale in linea con i piani del gruppo Piaggio. «Siamo impegnati in maniera totale verso l’elettrico»e in favore della riduzione delle emissioni, spiega il numero uno del gruppo di Pontedera, Roberto Colaninno, che punta a modificare il dna di Piaggio, «da azienda meccanica ad azienda elettrico-elettronica».I tempi del piano europeo al 2030 «sono corti e ci dovremo confrontare con una serie di problemi, ma è una sfida che non possiamo non cogliere». Il progetto del nuovo impianto di Mandello porta la firma dell’architetto e designer di fama mondiale Greg Lynn. chie, figlie del periodo più buio dell’austerity e oggi considerate anacronistiche da molti visto che limiterebbero la spinta verso gli investimenti. Gentiloni invita a guardare la realtà: «Dopo la pandemia,e con la transizione verde davanti a noi, abbiamo bisogno di riflettere su come avere una crescita persistente. Non dobbiamo cambiare la soglia dei Trattati ma capire come raggiungere un consenso che abbia regole fiscali a sostegno della crescita». Dombrovskis si spinge oltre, sposando la linea da sempre sostenuta dal collega italiano: la revisione dovrà contenere «una riduzione del debito che sia realistica per gli Stati». Anche la Francia si è avviata sulla sua strada, stavolta senza aspettare la Germania visto che le elezioni tedesche rallenteranno il processo: «Servono regole comuni» di bilancio «ma alcune sono obsolete. Per esempio il livello di debito pubblico attualmente ha scarti di 100 punti tra i Paesi. Dobbiamo trovare un metodo diverso e un ritorno all’equilibrio budgetario diverso», ha detto il ministro francese dell’economia, Bruno Le Maire. Di diverso avviso i Paesi rigoristi.I ministri di Austria, Danimarca, Lettonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Olanda, Finlandia e Svezia. Nota di aggiornamento del Documento di programmazione economica e finanziaria in arrivo il 27 settembre. Per ora, la crescita già acquisita nel 2021, e cioè quella che si avrebbe con variazioni pari a zero nei prossimi trimestri, è infatti del 4,7%. Ad un soffio dunque dal 5% ma neanche troppo lontana dal 6% che si inizia ad ipotizzare. Sempre l’Istat ieri ha rilevato nella Nota mensile di agosto che nel secondo trimestre il Pil ha segnato un incremento congiunturale significativo del +2,7%, superiore a quello medio dell’area euro» (2,2%) «e di Francia e Germania». Un risultato che, osserva l’Istituto di statistica, «riduce ulteriormente il divario rispetto al periodo pre-crisi: la variazione rispetto al livello registrato nell’ultimo trimestre del 2019 resta negativa (-3,8%, circa 16 miliardi) ma vicina a quella di Francia e Germania (-3,2% e -3,3%). Anche l’export, sempre nel secondo trimestre di quest’anno, mostra una crescita congiunturale per tutte le ripartizioni territoriali: +7,3% per il Nord-est, +3,8% per il Sud e Isole, +3,6% per il Nord-ovest e +0,2% per il Centro.E nel periodo gennaio-giugno l’export mostra una crescita su base annua molto sostenuta e diffusa a livello territoriale e la performance positiva della Lombardia (+22,6%) contribuisce da sola per 6,1 punti percentuali alla crescita su base annua dell’export nazionale. Insomma, tutti i principali settori di attività economica mostrano dinamismo:in termini tendenziali crescono in misura particolarmente marcata i beni intermedi (+11,9%) e con minore intensità i beni strumentali (+7,0%) e quelli di consumo (+5,1%). «Sono orgoglioso», dice il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, «perché abbiamo dato dei segnali fortissimi in situazioni difficilissime». «Non è un caso se in questo momento stiamo crescendo più degli altri Paesi in Europa. Forse perché abbiamo sofferto di più, ma an-che perché ci siamo rimboccati le maniche meglio degli altri». Plaudono i consumatori con il Codacons che parla di «un vero e proprio boom per i beni di consumo» dopo la crisi legata al Covid.
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