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11 Ottobre 2018

Produzione in volo ad agosto ma ancora non si vede la svolta

ROMA Torna a crescere la produzione dell’ industria italiana ad agosto, con un rimbalzo superiore alle attese degli analisti. L’ indice mensile dell’ Istat sale dell’ 1,7%, dopo il calo dell’ 1,6% di luglio, ma la tendenza resta negativa. Rispetto allo scorso anno, infatti, c’ è una flessione dello 0,8%. Si tratta del secondo segno meno consecutivo dopo una fase di espansione durata più di due anni, a partire da giugno del 2016. Mostrano segni di difficoltà anche settori che hanno trainato, di recente, la produzione manifatturiera italiana. In particolare la fabbricazione di prodotti e preparati farmaceutici si riduce del 18,9% rispetto ad agosto 2017 e segna il risultato peggiore da oltre 11 anni, a partire da giugno del 2007. E anche la produzione di autoveicoli perde il 2,5%, in controtendenza rispetto all’ insieme dei mezzi di trasporto, che crescono del 3,8%. Tra i grandi comparti, il più dinamico è quello dei beni strumentali, l’ unico a crescere sia in termini congiunturali (+3,6%) sia tendenziali (+4,1%). L’ energia, invece, sale del 2,8% sul mese e cala del 2,1% sull’ anno, i beni di consumo realizzano rispettivamente +0,9% e -1,6% e i beni intermedi +0,2% e -2,1%. Questi numeri allarmano le associazioni dei consumatori. Rispetto ai livelli pre-crisi di agosto 2007, la produzione industriale è inferiore del 5,5% e per i beni di consumo durevoli resta da recuperare ancora il 19,3%, calcola il presidente dell’ Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. «Di questo passo e senza misure realmente efficaci sul fronte della spesa e del potere d’ acquisto, ci vorranno decenni per tornare ai valori del 2007» dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Mentre il presidente di Federconsumatori, Emilio Viafora, vede nei dati Istat la conferma dell’«eccessivo ottimismo sulle stime di sviluppo del nostro Paese contenute nel Def». Preoccupazione anche dai sindacati, con il segretario generale della Uiltec, Paolo Pirani, convinto che «l’ economia del Paese non se la passa bene».

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