Produzione in caduta nel 2012 Confindustria: avremo mesi duri
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fonte:
- la Repubblica
ROMA – In scivolata dopo un anno di stallo. Le prospettive per la produzione industriale – a detta delle imprese – non sono buone: se il 2011 è stato un anno fermo, il 2012 è iniziato in salita. Secondo le stime di Confindustria, infatti, nello scorso mese di gennaio (rispetto al dicembre 2011) vi è stata una caduta della produzione dell´1,8 per cento e tutto sembrerebbe far sì che la tendenza resti negativa per l´intero primo trimestre. Una scena che va a incupire il quadro già scuro – dipinto dall´Istat – sull´anno da poco concluso. Dodici mesi di stallo, appunto, nonostante il balzo segnato nell´ultimo periodo. Se il dicembre 2011 ha realizzato un più 1,4 per cento su novembre, la media dell´anno è stata piatta, (se non si tiene conto del calendario in leggera caduta: ha chiuso a meno 0,8 per cento). Insomma, la festa non arriva: dopo il tonfo del 2009, il miglioramento del 2010 e lo stallo del 2011 ecco che la partenza – secondo le stime di Confindustria – ritarda ancora. Per gli economisti del Centro studi la distanza dal picco pre-crisi (aprile 2008) resta abissale: meno 20,9. E nemmeno dalla domanda esterna arrivano buone prospettive, visto che gli ordini all´export sono dati in calo nei prossimi sei mesi. Non può rincuorare nemmeno sapere che anche per gli altri le cose non vanno bene: in Germania la produzione industriale è scesa del 2,9 per cento su novembre, come non accadeva da tre anni; in Francia l´indice è andato giù più del previsto (meno 1,4 per cento). Una crisi generalizzata che fa dire a Bersani, leader del Pd: «Serve una politica europea che stimoli l´economia da domanda interna e la produzione». Colpisce anche l´analisi settore per settore: Federalimentari, per esempio, fa sapere che fra le sue imprese il 2011 è stato un anno nero. La produzione ha segnato un secco meno 1,7 per cento e – per la prima volta – la flessione è stata superiore a quella del totale dell´industria. Confindustria Anie, precisa che anche l´elettronica e l´elettrotecnica hanno subito contraccolpi più pesanti della media (meno 4,9 e meno 3,9 per cento). Più grave ancora il bilancio del tessile (meno 7,3). Fra i settori che invece fanno lo slalom fra la crisi c´è la fabbricazione di macchine e attrezzature (più 8,6 per cento). Il Codacons, associazione dei consumatori è convinto che vista la tendenza in atto il governo debba invertire la rotta, bisogna «sbloccare gli stipendi degli statali e le pensioni che non sono più indicizzate e bloccare le tariffe pubbliche che continuano ad aumentare, dai rifiuti ai trasporti, dall´acqua all´energia». Solo così, assicura, si aiuta la domanda.
luisa grion.
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