3 Settembre 2002

Produttori e commercianti fuori legge

IL DECRETO ?MANGIA? FORMAGGIO / Mobilitazione in difesa del ?cosacavaddu? ma si registrano anche i primi distinguo

Produttori e commercianti fuori legge

Alessandro Bongiorno Dallo scorso 30 luglio non sono fuori legge soltanto i 140 produttori di ?cosacavaddu? ma anche i commercianti (e sono qualche migliaio) che vendono il formaggio tradizionale con questa denominazione. Sono gli effetti a catena del decreto Ambrosi che ha cancellato dall`elenco dei formaggi tipici il ?cosacavaddu?. Presto, come preannunciato il 17 luglio nel corso di una riunione, potrebbero anche iniziare a fioccare le multe. La provincia di Ragusa è tornata dalle ferie scoprendosi fuori legge. Un formaggio che ha secoli di storia non ha più neanche un nome. Migliaia di tonnellate di ?cosoacavaddu? dovranno essere commercializzata in maniera anonima. I produttori non avranno vincoli nella preparazione del formaggio. Potranno utilizzare contenitori in acciaio inox anziché in legno e l`ormai ex ?cosacavaddu? potrà benissimo essere prodotto con criteri industriali in un anonimo caseificio del Milanese o di Treviso. «Si capisce subito ? scandisce il presidente del Consorzio di ricerca della filiera lattiero-casearia, Giuseppe Licitra ? che siamo di fronte a un`eresia assoluta». Tutti d`accordo? Neanche per idea. Contro il decreto si schierano apertamente la Regione (con l`assessore Giuseppe Castiglione in prima linea), i consumatori (attraverso il Codacons), i deputati iblei (a Saverio La Grua e Sebastiano Gurrieri si è aggiunto ieri Riccardo Minardo). Le associazioni di categoria nicchiano. Al loro interno non tutti i produttori vedono male alcuni aspetti di questo decreto. Solo la Coldiretti, attraverso il direttore Franco Carbone, assume una posizione netta: il decreto ?mangia? formaggio va ritirato. C`è anche chi saluta positivamente la svolta. E` il caso del Consorzio di tutela del «Ragusano dop». Secondo il direttore Salvatore Sigona, che ammette comunque di voler valutare in maniera più approfondita la questione riunendo il consiglio d`amministrazione dell`organismo, il decreto «fa chiarezza e aggiunge valore al Ragusano dop». Si tratta in effetti di un aspetto che appare non secondario in tutta la vicenda. Se i 150 produttori non possono più commercializzare ?cosacavaddu? saranno costretti o a vendere un formaggio privo di alcuna denominazione o a virare verso la Dop (attualmente sono 23 le aziende iscritte nel registro). «Non si possono però obbligare ? obietta Licitra ? tutti i produttori a fare dop. Il ?Ragusano? deve sottostare a regolamenti, controlli, disciplinare, verifiche. Il formaggio dop si può produrre solo da novembre a maggio e ha dimensioni e composizioni chimiche vincolanti. Rischiamo di cancellare, oltre a una lunga tradizione, anche caratteristice organolettiche uniche. Attraverso l`inserimento del ?cosacavaddu? nell`elenco dei formaggi tipici era inoltre possibile ottenere delle deroghe sulle attrezzature utilizzate e sui magazzini della stagionatura. Oggi queste deroghe vengono meno e il servizio veterinario dell`Ausl non potrà non tenerne conto». La revoca del provvedimento è stata invocata ieri anche dal senatore Riccardo Minardo. Il parlamentare di Forza Italia ha definito «assurda e inaccettabile» la decisione che «penalizza fortemente l`intera area iblea nota anche per le peculiarità di un prodotto come il caciocavallo». La tensione quindi non si abbassa. Oggi si terrà una riunione per definire nei dettagli l`atteggiamento da assumere e le modalità con le quali chiedere al ministero il ritiro del decreto.

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