12 Luglio 2006

Prodi ?dona? alle coop il business del raffreddore

Prodi ?dona? alle coop il business del raffreddore

Il decreto Bersani porta la grande distribuzione in un mercato da 2 miliardi di euro. Ma gli esercenti insorgono




Roma – Quello con le cooperative è un rapporto stretto e di lunga, lunghissima data. Risale agli albori della costruzione del più vasto e capillare apparato di potere, e di consenso, che esista nel Paese, assieme a quello cattolico di parrocchie e oratori. L?apparato rosso e quello bianco, appunto. Impossibile per Romano Prodi non farci i conti, ora che siede a Palazzo Chigi. Impossibile soprattutto se di mezzo c?è un business nuovo, in crescita, da oltre 2 miliardi di euro.
Con il via libera alle privatizzazioni previste dal decreto Bersani, le Coop si preparano a entrare in un mercato, quello dei farmaci da banco, che vale appunto oltre due miliardi di euro. Un trapasso che potrebbe avvenire già in tempi brevi. «I corner per la vendita dei farmaci da banco nei supermercati, saranno allestiti già da ottobre nella Grande distribuzione» , ci tiene a precisare Aldo Soldi, presidente dell?associazione nazionale delle cooperative dei consumatori, nell?incontro sul tema organizzato ieri a Roma dall?Anifa, l`Associazione nazionale dell`industria farmaceutica dell`automedicazione. In realtà a fine anno i supermercati che venderanno farmaci da banco «saranno solo alcune decine», stima Soldi, ma «apriranno la strada a un percorso» che ha l?obiettivo di offrire ai cittadini medicinali senza ricetta a prezzi scontati «dal 20% al 50%».
Sono loro i principali, se non unici, beneficiari del ?decreto competitività?: grandi case farmaceutiche e grande distribuzione. In mezzo i farmacisti, messi in un angolo dopo che il mercato si prepara a spalmarsi e ad ingrandirsi.
Per l`Anifa, infatti, nel 2005 il fatturato degli Otc (Over the counter, i farmaci da banco, per i quali è consentita la pubblicità) e delle specialità senza obbligo di prescrizione (sop, per le quali non è consentita la pubblicità) ha raggiunto i 2.119,6 milioni di euro. Il 72 per cento delle vendite ha riguardato i farmaci di automedicazione, mentre il 28 per cento i farmaci che non richiedono la ricetta medica. Si tratta di un mercato in crescita se si confrontano questi numeri con i dati del Rapporto 2005 dell`Osservatorio sull`impiego dei medicinali del ministero della Salute che ha valutato in 2.041 milioni di euro la spesa del 2004. Complessivamente nel 2005 le vendite delle specialità per automedicazione hanno raggiunto 320,3 milioni di confezioni, ripartiti in 226 milioni di confezioni di Otc e 94 milioni di medicinali senza obbligo di prescrizione. Numeri che spiegano l?ottimismo dell?Anifa. Un sorriso condiviso dalla galassia delle Coop – 1.297 punti vendita, 53 mila persone occupate, 6,2 milioni di soci e un fatturato da 1,5 miliardi di euro – per le quali il business dei farmaci da automedicazione potrebbe divenire presto realtà proprio grazie al decreto Bersani.
Un decreto che porta a compimento una campagna sostenuta da 800 mila cittadini in 5 mesi, a cui il decreto legge sulla competitività varato dal Governo ha impresso ora un?accelerazione.
Intanto una delegazione della Coop incontrerà, mercoledì il presidente della Camera Fausto Bertinotti, a cui verranno consegnate ufficialmente le firme raccolte a sostegno della campagna Coop «Farmaci più liberi, prezzi più bassì, per la liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco». A essere ricevuti da Bertinotti saranno i presidenti delle nove grandi Coop di consumatori e soci Coop, guidati proprio da Aldo Soldi, presidente dell?Associazione nazionale cooperazione di Consumatori. Una sorta di passerella col vestito buono davanti alle istituzioni generose che hanno ?regalato? alle amiche Coop un business in espansione.
Infine c?è da registrare il durissimo l?attacco del Codacons alla lobby dei farmacisti che per mercoledì prossimo ha indetto una giornata di sciopero contro il decreto Bersani. «Non solo le farmacie non hanno applicato gli sconti in favore dei cittadini previsti dal Decreto Storace – dice il Presidente Codacons Carlo Rienzi – ma adesso vogliono anche scioperare contro un provvedimento, quello della vendita dei farmaci nella grande distribuzione, che porterà ad una riduzione fino al 30% dei prezzi dei medicinali».
Il Codacons annuncia già da oggi iniziative all?insegna del clamore: «Se verrà confermato lo sciopero di mercoledì, denunceremo le farmacie coinvolte per interruzione di pubblico servizio e chiederemo alle singole Regioni di valutare il ritiro delle licenze nei confronti dei farmacisti ribelli, in relazione all?inadempimento del servizio».

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