8 Maggio 2007

Prodi accusa le Ferrovie “Servizi da terzo mondo“

Prodi accusa le Ferrovie “Servizi da terzo mondo“
Il premier scende in campo con i consumatori per difendere i pendolari

ROMA. Per una volta politica e clientela sembrano perfino d`accordo: “Il servizio che le Ferrovie offrono tutti i giorni a milioni di pendolari è da terzo mondo“. Parole che si sono udite in decine di circostanze. Questa volta, però, a pronunciarle è il capo del governo, Romano Prodi, intervenuto alla quinta giornata dell`economia organizzata da Unioncamere, a Roma. “Da terzo mondo“. Lo dice con il consueto modo pacato, ma son parole pesanti. Che cosa fare, allora? Spingere a tavoletta sul piano di rilancio di Ferrovie dello Stato, che nei giorni scorsi ha ottenuto il via libera del governo, e che “deve garantire al Paese un sistema ferroviario moderno e dare una spinta agli investimenti“. Non usa quindi mezze misure il presidente del Consiglio, per sottolineare le difficoltà del trasporto su rotaia in Italia. E lo fa, coerentemente, partendo alle necessità di chi ne ha più bisogno: i pendolari. Una sottolineatura che viene raccolta subito dalle associazioni dei consumatori: se i servizi sono così scadenti, nessun aumento delle tariffe. “L`arretratezza del materiale rotabile – ha detto il premier – soprattutto per i pendolari, è a livello da terzo mondo. In nessun Paese europeo i pendolari viaggiano come in Italia. Questo è onestamente vero“. Per questo – ha aggiunto i premier – il nuovo piano delle Fs “deve dare al Paese non solo un sistema ferroviario più moderno ed efficiente, ma anche una forte spinta agli investimenti“. L`azione – ha spiegato Prodi – deve ovviamente essere coordinata. “Dobbiamo approfittare – ha detto – dell`entrata in vigore dell`alta velocità in alcuni tratti e in alcune aree metropolitane per utilizzare anche i nuovi binari che dal 2010 al 2012 si renderanno disponibili; ma dobbiamo cominciare a prepararci già adesso sennò arriviamo in ritardo. E questo contribuirà anche, non secondariamente, ai problemi dell`inquinamento“. Un tema – quest`ultimo – messo in evidenza anche dal presidente delle Fs Innocenzo Cipolletta che, assicurando che il piano è“dedicato in larga parte proprio ai pendolari“, ha spiegato che l`opera di rilancio “sposta la lunga percorrenza fuori dalle grandi citta“, lasciando così più spazio ai treni pendolari. “Per fare questo – ha aggiunto – servono più treni e per questo abbiamo in programma di acquistarne mille. Puntiamo a più quantità e qualità“. A raccogliere immediatamente il giudizio severo del premier sui servizi ai pendolari, come detto, è però anche il Codacons. “Se i servizi per i pendolari sono da terzo mondo – sostiene l`associazione di tutela dei consumatori – non si capisce perché gli utenti debbano pagare ancora di più per usufruire di un servizio scadente. Al contrario gli aumenti devono essere concessi solo in presenza di un incremento tangibile della qualità del trasposto ferroviario, seguendo il criterio adottato per le autostrade“. Il timore dei rappresentanti dei consumatori è che “Prodi e Cipolletta facciano come lo zoppo e il cieco: con uno che dà l`assist all`altro per giustificare aumenti dei prezzi dei biglietti“. Anche i sindacati prendono la palla al balzo e intervengono. La Uilt, soprattutto, si concentra sull`occupazione: nel piano industriale delle Fs, “i numeri degli esuberi annunciati non lasciano spazio a valutazioni ottimistiche“. Per la Uilt non si può parlare di eccedenze di personale in Ferrovie, “quando abbiamo la soppressione di treni per mancanza dello stesso; nel corso del 2006 sono state fatte tante esternalizzazioni di lavoro per avere una quantità di manutenzione accettabile nei locomotori e carrozze“. “Allora – afferma il segretario nazionale Dario Del Grosso – non c`è un problema di eccedenze di personale e nemmeno di produttività; i problemi sono altri e vanno dalla organizzazione, alla facilità con cui molte lavorazioni vengono fatte all`esterno e spesso con costi più alti che all`interno delle Ferrovie“. Sposta il mirino il segretario nazionale dell`Ugl Attività ferroviarie, Umberto Nespoli: in disaccordo con Prodi dice che “prima di potenziare il trasporto locale occorre investire nell`alta velocità e nel trasporto merci“.

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