Procure non d’ acciaio
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fonte:
- Il Foglio
il capo indagato della procura di taranto che indaga su ilva è lo stesso dei flop di trani. spunti utili per il csm
Roma. Nella drammatica situazione dell’ Ilva mancava solo l’ arrivo delle associazioni dei consumatori a peggiorare le cose. Il Codacons ha infatti presentato alla procura di Taranto un esposto contro ArcelorMittal per “tentata estorsione”: in quanto “non si può subordinare la chiusura, l’ apertura di un’ impresa o la rescissione di un contratto alla modifica di una legge dello stato o per impedire un provvedimento legittimamente adottato da un magistrato penale”. Strano che l’ associazione non abbia pensato al reato di “violenza o minaccia a un corpo dello stato”, perché in quel caso ci saremmo trovati di fronte alla trattativa stato-Ilva, che avrebbe prodotto un indotto letterario-giudiziario non indifferente. Iniziative del genere, che farebbero sorridere in qualsiasi altro contesto, vanno invece prese in grande considerazione a Taranto, dove gli investimenti e le attività dell’ Ilva sono dal 2012 subordinate alle iniziative della magistratura, e dove a capo della procura c’ è Carlo Maria Capristo. Capristo è arrivato a Taranto dopo essere stato procuratore capo di Trani, la cui guida è stata caratterizzata dalle inchieste sui fantomatici complotti delle agenzie di rating, nate proprio dagli esposti di alcune associazioni dei consumatori. Per anni sono stati chiamati come testimoni a Trani autorità nazionali e internazionali, statisti ed ex ministri, ma al netto del cospirazionismo che ha fatto riempire pagine di giornali, zero prove. I risultati della guerra alle multinazionali della finanza – che ha destato molto clamore in patria e altrettanta derisione all’ estero – sono stati disastrosi, visto che tutti i processi alle agenzie di rating hanno portato all’ assoluzione piena degli imputati.
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