25 Gennaio 2013

«Procurato allarme» l’ accusa di Asa contro il Codacons

«Procurato allarme» l’ accusa di Asa contro il Codacons

VOLTERRA L’ ipotesi di reato è di quelle pesanti. “Procurato allarme”. È quanto imputa il gestore idrico Asa a carico dell’ associazione a tutela dei consumatori Codacons. Nodo del contendere la comunicazione di Codacons agli utenti della Val di Cornia, Elba e Alta Valdicecina circa la non potabilità delle acque per presenza di Arsenico. «Potrebbe sembrare una banale quanto clamorosa svista – afferma Asa -, ma in questo caso ci appare come la volontà di allarmare la popolazione e le Autorità su una questione inesistente, gettando al contempo fango su chi gestisce un servizio con il massimo dell’ impegno, della serietà e della professionalità». Nello specifico l’ azienda annuncia di aver dato mandato al proprio legale «di denunciare il comportamento di Codacons alla Procura della Repubblica per il reato di procurato allarme e di chiedere in sede civile il risarcimento dei danni all’ immagine dell’ azienda». Dati e cifre alla mano Asa sottolinea l’ esito di investimenti per un totale di 21 milioni di euro per fronteggiare l’ emergenza arsenico e garantire la completa potabilità delle acque su tutto il territorio gestito. L’ azienda ha realizzato entro il 2010 tre impianti per l’ abbattimento dell’ arsenico in Alta Valdicecina, per eliminarlo negli acquedotti di Radicondoli, Castelnuovo Valdicecina e Montecerboli, mentre «a Pomarance e a Volterra il problema arsenico non è mai esistito». Un altro impianto è entrato in servizio il 14 dicembre 2011 a Suvereto per gli utenti di quel territorio. Inoltre, il 19 febbraio dello scorso anno è entrato in servizio il più grande impianto d’ Europa per il trattamento dell’ arsenico, in località Franciana, a Piombino, per tutti i Comuni della Val di Cornia e dell’ Elba. E le realizzazione dell’ unico impianto al mondo per il trattamento a resine per l’ abbattimento del boro, realizzato sempre a Piombino, a servizio della Val di Cornia e dell’ Isola d’ Elbazienda. Nessun dubbio per Asa: «Non c’ è più sordo di chi non vuol sentire. E peggio, se chi non ascolta è in malafede». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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