14 Novembre 2012

Procura di Trani. S&P e Fitch: chieste sette incriminazioni

 Procura di Trani. S&P e Fitch: chieste sette incriminazioni

TRANI. C’é chi avrebbe fornito informazioni “distorte” sulla situazione del debito pubblico del Paese e chi avrebbe diffuso notizie riservate ma sempre allo scopo di destabilizzare l’immagine e il prestigio dell’Italia, far deprezzare i titoli di Stato italiani e indebolire l’euro. Per la Procura della Repubblica di Trani tutto questo corrisponde ad un reato del codice penale italiano: manipolazione del mercato continuata e pluriaggravata. È un vero e proprio ‘terremoto giudiziario’ quello che si è abbattuto sui vertici di due delle tre agenzie di rating mondiali da un paio d’anni sotto inchiesta.
La Procura di Trani, al termine degli accertamenti condotti dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Bari, ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque dirigenti di Standard & Poor’s e due di Fitch. Tra i primi figura Deven Sharma, presidente di S&P dal 2007 al 23 agosto 2011; tra i secondi David Michael Willmoth Riley, Capo rating sovrano dell’agenzia che ha sede a Londra. Per due alti dirigenti di Moody’s è stata chiesta invece l’archivia-zione, ma solo perché non è stata raggiunta la certezza che gli indagati abbiano fornito consapevolmente informazioni ‘tendenziose’ ai mercati finanziari per manipolarli e favorire le speculazioni.
Nella richiesta di rinvio a giudizio non compare più il reato di aggiotaggio, per il quale si era pure iniziato ad indagare sulla base di denunce delle associazioni Adusbef e Federconsumatori. Resta, tra le contestazioni, l’aggravante del presunto danno patrimoniale rilevante allo Stato. La Procura regionale del Lazio della Corte dei Conti ha aperto un’inchiesta parallela, alla quale collabora la Procura di Trani, stimando in 120 miliardi di euro il danno erariale provocato dalle presunte manipolazioni di mercato delle agenzie di rating. Su Standard & Poor’s anche l’autorità giudiziaria degli Stati Uniti ha aperto un’inchiesta con le medesime ipotesi di reato, mentre in Australia la stessa agenzia, in seguito ad una ‘class action’, è stata condannata in sede civile a un risarcimento di 24 milioni di euro per valutazioni espresse nell’attività di rating.
Tra gli episodi più importanti (“tutti gravissimi” li ha definiti il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo) contestati ai vertici di S&P c’é il giudizio espresso dall’agenzia il 13 gennaio 2012 sul sistema bancario italiano, che portò all’ulteriore declassamento del rating del debito del Paese. Quel giudizio, scrivono i pm, era “errato” e addirittura “esattamente contrario” alla situazione reale, nonostante fosse arrivato quella mattina l’invito perentorio a correggere; correzioni che sarebbero state fatte solo parzialmente. “Accuse totalmente infondate” si difende S&P, precisando che il ruolo dell’agenzia è di “fornire opinioni indipendenti sul merito di credito, secondo le nostre metodologie pubbliche e trasparenti applicate in modo coerente in tutto il mondo”. “Continueremo a svolgere il nostro compito – aggiunge l’agenzia – senza alcun timore o favoritismo nei confronti di investitori, emittenti di debito o ogni altro soggetto terzo, e a difendere le nostre azioni, la nostra reputazione e quella delle nostre persone”.
Plaudono invece le associazioni dei consumatori e delle imprese. Il Codacons ha deciso di avviare una maxi-costituzione di parte civile contro S&P e Fitch, alla quale possono aderire enti pubblici e privati, imprese e singoli cittadini e risparmiatori, allo scopo di ottenere un risarcimento. “Apprezzamento e ringraziamento” alla magistratura esprime l’Adusbef, anch’essa pronta alla costituzione di parte civile nell’eventuale processo. Il Comitas, l’associazione delle piccole e micro imprese italiane, si impegna ad assicurare assistenza legale alle aziende che intendono rivalersi in sede processuale. Così due delle più importanti agenzie di rating mondiali rischiano davvero di ‘inciampare’ penalmente in quello che uno degli indagati, in una telefonata intercettata dagli investigatori, definisce ‘piccolo paese dell’Oklahom’, riferendosi a Trani e alla sua Procura.

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