3 Maggio 2021

PROCURA DI MILANO: SU ASSOLUZIONE FEDEZ SCRITTA DA UNA FAN DELL’INDAGATO, CODACONS PRESENTA ESPOSTO A PROCURA DI BRESCIA

     

    POSSIBILE ABUSO DI ATTI D’UFFICIO. TIROCINANTE CHE HA SCRITTO SENTENZA NON HA SEGNALATO INCOMPATIBILITA’ E CONFLITTO DI INTERESSI

    ORA PROCURA DI BRESCIA DOVRA’ INDAGARE SU OPERATO DEL TRIBUNALE DI MILANO

    Una sentenza di assoluzione dall’accusa di diffamazione scritta dalla fan dell’indagato, tirocinante presso la Procura della Repubblica di Milano, finisce oggi al vaglio della Procura di Brescia, che dovrà aprire una indagine per la possibile fattispecie di abuso di atti d’ufficio.
    Ne dà notizia il Codacons, che ha presentato oggi un esposto alla magistratura bresciana.
    Il caso nasce da una denuncia per diffamazione presentata dal Codacons contro Fedez, che in un video aveva letteralmente “mandato affanculo” il l’associazione aizzando i suoi seguaci che si scatenarono con violenza auspicando morte e malattie ai dirigenti Codacons. Sulla vicenda la Procura di Milano aveva aperto un procedimento, conclusosi con una richiesta di archiviazione in favore del noto influencer, scritta dalla tirocinante Diandra Mangano che liquidò violenze e diffamazioni come “diritto di critica” chiedendo di mandare assolto il cantante suo beniamino. Ma si è scoperto che la stessa tirocinante del Tribunale risultava essere fan e follower dell’indagato e della sua consorte, Chiara Ferragni. Una situazione di evidente incompatibilità e conflitto di interessi non resa nota dalla tirocinante.
    Si legge nell’esposto presentato oggi dal Codacons:
    una tirocinante della Procura della Repubblica presso Il Tribunale Penale di Milano, Dott.Ssa Diandra Mangàno, per conto del Pubblico Ministero, quale vero e proprio ausiliario dello stesso, invece di astenersi dal compito assegnato, ha redatto una richiesta di archiviazione del procedimento penale n. 13093/2020 R.G.N.R., nonostante la stessa fosse follower/fan del querelato e della di lui consorte. Oltretutto, dalla relazione che ha rappresentato il Dottor Rossato, è emerso che la Dottoressa Mangano, tirocinante assegnata all’ufficio dall’ottobre 2019, non lo aveva mai informato di essere «fan», «follower» o comunque ammiratrice dell’indagato.
    Orbene se è vero che il provvedimento di archiviazione è riconducibile esclusivamente al magistrato che attraverso la sottoscrizione ne ha assunto la paternità e la responsabilità sotto ogni profilo, è altrettanto vero che la tirocinante dott.ssa Diandra Mangàno nel rispetto di quel principio di imparzialità che deve sempre essere rispettato da chi opera nella pubblica amministrazione e, in particolar modo, nel sistema giudiziario, avrebbe dovuto comunicare al magistrato di essere una follower della persona nei cui confronti andava sciolta l’alternativa tra archiviazione ed esercizio dell’azione penale e, in presenza di incompatibilità e conflitto di interessi, avrebbe dovuto astenersi.
    Tale comportamento, purtroppo, è idoneo a far sorgere il dubbio che la Tirocinante abbia potuto scrivere in tal modo la minuta di archiviazione perché influenzata dalla sua predilezione per l’influencer e la sua consorte, e potrebbe aver «seguito», direttamente sui social tutte le vicende oggetto di querela sulle quali ha poi richiesto l’archiviazione, con il rischio che si sia formata un’opinione sulla base di una prospettazione dei fatti soggettivamente ricostruita dall’indagato/querelato nei video pubblicati da quest’ultimo, sulla base di un «preconcetto» condizionante l’apprezzamento oggettivo dei fatti che, invece, avrebbe dovuto caratterizzare l’operato del pubblico ministero”.

    Sulla richiesta di proscioglimento del rapper deve ora decidere il prossimo 25 maggio il Gip del Tribunale di Milano dott. Roberto Crepaldi.

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