10 Giugno 2005

Procreazione: sfida finale sulla consultazione di domenica e lunedì

Procreazione: sfida finale sulla consultazione di domenica e lunedì
La Chiesa torna ad esprimersi mentre si mobilita il fronte del «sì»

Referendum, lotta sul quorum
Ruini: astenersi. Il governo non invia sms: scontro in tribunale




Roma. La sfida dei referendum di domenica e lunedì si gioca tutta sul quorum ed oggi il Tribunale civile di Roma deciderà se il governo deve, come chiedono i referendari visti messaggini delle elezioni Europee 2004, inviare gli sms con le indicazioni dell?orario di voto agli italiani. Si moltiplicano quindi gli appelli ad andare alle urne da parte dei referendari e quelli a disertarle del fronte dell?astensione. I Comitati per il «sì» e tutte le forze impegnate per correggere la legge 40 sulla procreazione assistita si sforzano di spiegare al maggior numero di elettori i quattro quesiti oggetto del referendum. Sono infatti convinti che l?informazione sia stata scarsa di fronte all?impegno massiccio dei vescovi e delle parrocchie per tenere lontani i cattolici dal voto.
«Si chiude una campagna elettorale illegale e forse ce la stiamo per fare: stiamo per vincere una battaglia truccata», ha detto il segretario dei Radicali italiani Capezzone. Berlusconi ha mantenuto un rigoroso riserbo sulle sue scelte, ma pare scontato che non andrà a votare. C?è chi è invece sicuro che, in silenzio, si presenterà invece al seggio Carlo Azeglio Ciampi. Prodi ha confermato che ci andrà: «È col voto che si esprime la propria volontà, che può essere un no, un sì, un?astensione. Valuterò nel fondo della mia coscienza». E ieri il cardinale Camillo Ruini ha concluso il convegno diocesano di Roma dedicato alla famiglia con la riaffermazione del diritto della Chiesa a invitare all?astensione.


«Non siamo noi», ha detto, «ad aver voluto il referendum, non siamo e non saremo noi ad esacerbare i contrasti e le contrapposizioni; non vogliamo forzare le coscienze ma soltanto illuminarle; non siamo contro nessuno, lavoriamo invece per la vita umana nascente». Una presa di posizione a cui Capezzone ha reagito: «Il cardinale si muove da da capopartito ed entra nel dibattito politico».
Così la guerra sul quorum sale alle stelle. Tra governo e i partiti che hanno promosso il referendum è battaglia sulla campagna di informazione. Diversamente da quanto accadde in occasione delle elezioni europee del 2004, questa volta il governo non è intenzionato ad inviare – come hanno invece chiesto Ds, Pdci, Rifondazione, Verdi, Radicali e il Codacons diffidando l?esecutivo – i messaggini telefonici per ricordare l?appuntamento elettorale. Secondo il ministro Giovanardi il governo «non può e non deve inviarli» perché «il non voto è una delle opzioni legittimamente esercitabili». Ma Pecoraro Scanio dei Verdi ribatte: «Se il governo non li invierà allora si apra un?inchiesta su Berlusconi e il ministro dell?Interno Pisanu sul perché nel 2004 gli sms erano partiti». La questione sarà sciolta questa mattina dal tribunale civile di Roma dopo un ricorso urgente del Codacons. L?associazione dei consumatori ha reso noto che il giudice ha convocato il ministro Pisanu e afferma: «L?aministrazione deve fare in modo che tutti i cittadini italiani siano, comunque, perfettamente informati delle modalità di svolgimento del voto. Comunque i promotori del referendum sono corsi ai ripari con una sms fai-da-te che sono già partiti: contiene le informazioni sugli orari di apertura dei seggi, con la raccomandazione di inoltrare il messaggio ad almeno 10 amici.
Intanto si susseguono gli appelli. Il segretario dei Ds Fassino sottolinea che domenica e lunedì non si sceglie chi deve governare il Paese, ma si vota su una legge che ha «gravi lacune»: «Chiediamo quattro sì per la vita». Per Bertinotti la scelta del non voto è «un elemento di deresponsabilizzazione dalla democrazia». Si è schierata invece per l?astensione, tra gli altri, il ministro dell?Istruzione Moratti. Per il ministro ai Beni culturali Buttiglione l?astensione «è celta legittima, morale, prevista dalla Costituzione». Anche se indirettamente, in difesa della legge 40 è intervenuto ieri il presidente della Camera Casini alla festa del Sacro Cuore all?università cattolica di Roma.
Ma la battaglia referendaria si svolgerà anche anche attorno ai numeri del quorum. Bobo Craxi invita ad andare alle urne e non al mare ma torna a denunciare che il voto degli italiani all?estero falserà il quorum, per le irregolarità nelle liste e il mancato invio delle schede. Sull?anagrafe del voto all?estero, comunque vada domenica, chiederà una commissione d?inchiesta.

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