Processo Valentini un’altra archiviazione
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fonte:
- Il Messaggero
ROCCARASO – Con un decreto di archiviazione datato ieri a firma del gip del Tribunale di Sulmona, Ciro Marsella, dopo 10 anni si chiude il filone principale dell’ inchiesta Roccaraso relativa alla costruzione di opere pubbliche che ha visto 29 imputati tra amministratori comunali, compreso l’ ex sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, morto suicida in carcere, politici, dirigenti, titolari di imprese edili e nomi noti del napoletano. I reati contestati, a vario titolo, andavano dalla turbativa d’ incanto, soppressione distruzione e occultamento di atti veri, corruzione, concussione, truffa aggrava nelle pubbliche erogazioni e abuso d’ ufficio. A monte, il finanziamento Docup 2000/2006 asse trasporti, la realizzazione di una metropolitana in galleria di collegamento Roccaraso-Aremogna per un valore stimato di circa 30 milioni di euro e la costituzione della Stu Snow Schuttle Spa. In programma, all’ epoca dei fatti, Abruzzo Ski world Cup per la candidatura di Roccarso alla coppa del mondo di sci alpino. Le indagini si sono basate su intercettazioni telefoniche e ambientali attraverso le quali si è cercato di ricostruire gli accordi e gli intendimenti degli indagati, in relazione anche ai rispettivi ruoli istituzionali. I risultati investigativi evidenziarono gravi elementi di sospetto a carico dell’ ex sindaco Camillo Valentini tanto che fu colpito da un ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Sulmona nell’ agosto del 2004, in quanto appariva coinvolto in prima persona per presunte concussioni. «Finalmente la persecuzione giudiziaria iniziata nel 2001, dopo 10 anni si chiude con tante migliaia di euro sperperati dallo Stato per ipotesi di reato che non stavano in piedi visto che mai nessun amministratore si era messo in tasca denaro ma li avevano utilizzati per la collettività, compreso Valentini. Rimane il cadavere di un innocente e la cenere». Dichiara l’ avvocato Michele Lio. In merito alla vicenda del palazzo ex Edilmonte di Roccaraso, un lettore del Messaggero, Maurizio Pucci, sostiene che: «la palazzina, in base alla sentenza del Tar Abruzzo, non deve essere abbattuta, ma sono sufficienti dei lavori di messa in sicurezza. Su 3 ricorsi, il Codacons ne perde 2 e uno viene parzialmente respinto, parzialmente accolto e in parte inammissibile». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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