27 Settembre 2014

Processo, tutti contro il notaio

Processo, tutti contro il notaio

Si è aperta ieri, davanti al gup del tribunale di Udine Daniele Faleschini Barnaba, la prima udienza preliminare nel processo a carico del notaio udinese Fabio Conte, 50 anni, accusato di peculato, falso ideologico e omesso versamento Iva. Conte avrebbe omesso di riversare all’ Agenzia delle Entrate tutte le somme incassate dai clienti e dovute come imposte di registro, ipotecarie e catastali o come pagamento dell’ Iva sulla dichiarazione delle persone fisiche. Secondo i calcoli dei finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Udine che avevano condotto le indagini delegate dalla Procura, si tratta di oltre 500 mila euro dovuti in due anni, nel 2012 e 2013, e circa 320 persone offese. Il notaio non si è visto in aula. C’ erano i suoi legali, gli avvocati Stefano Mauro e Alberto Tedeschi. E svariate persone offese. Nel corso dell’ udienza si sono contate cinquanta costituzioni di parti civili. Oltre ad alcuni privati, hanno chiesto di partecipare al processo anche i consigli notarili distrettuale e nazionale, per il danno d’ immagine, e il Codacons. L’ udienza è stata quindi aggiornata al 29 ottobre per consentire ai difensori di esaminare le richieste di costituzione delle parti civili. In quella data si saprà anche se il notaio intende chiedere l’ ammissione a un rito alternativo. La principale ipotesi intorno a cui ruota l’ impianto accusatorio è quella di peculato. In 34 occasioni nel 2012 e in altre 127 nel 2013 avrebbe omesso i versamenti delle imposte, per un ammontare complessivo di 234.993 euro dovuti nel 2012 all’ agenzia delle Entrate nel 2012 e 268.056 nel 2013, oltre a 2.440 dovuti nel 2012 all’ agenzia del Territorio e altri 8.375 nel 2013. Eppure nel suo repertorio aveva annotato, oltre agli estremi di registrazione, anche la somma «pagata». Fatto che gli è valso anche un’ accusa di falso ideologico. Il peculato gli viene contestato anche per una serie di altri episodi in cui avrebbe omesso di restituire ai clienti la somma percepita in eccedenza sulle minori somme liquidate per altri 25 mila euro circa, cui si aggiungono 50 mila di imposta ipotecaria che avrebbe omesso di corrispondere per un’ annotazione all’ agenzia del Territorio di Venezia. Nel 2012 il notaio avrebbe anche omesso di versare l’ Iva dovuta per l’ anno d’ imposta 2011, per un ammontare di 82.525 euro, pur avendo presentato regolarmente la dichiarazione.
 

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