Processo Tirreno Power, il ministero della Salute parte civile
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fonte:
- Repubblica.it
Ieri la prima udienza a Savona, subito slittata al 31 gennaio 2019. Imputate di disastro ambientale e sanitario colposo 26 persone Anche il Ministero della Salute si costituirà parte civile nel processo Tirreno Power. E’ quanto emerso ieri mattina in tribunale a Savona, dove avrebbe dovuto tenersi la prima udienza filtro nell’ ambito del processo per disastro ambientale e sanitario colposo legato alla centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure. L’ udienza però non si è tenuta per un difetto di notifica e è stata rinviata al 31 gennaio 2019. Il Ministero della Salute si unirà quindi a quello dell’ Ambiente, che già si era costituito parte civile lo scorso 25 gennaio insieme a sei associazioni ambientaliste ( Greenpeace, Legambiente, Wwf, Anpana, Medicina Democratica e Uniti per la Salute). Altre tre associazioni ( Codacons, Adac e Articolo 32) hanno annunciato a loro volta l’ intenzione di costituirsi in parte civile nella prossima udienza. A giudizio sono state rinviate 26 persone tra cui i vertici dell’ azienda i cui gruppi a carbone sono stati sequestrati dalla Procura savonese nel 2014. L’ indagine per omicidio colposo ( reato che veniva contestato a 42 persone tra cui alcuni sindaci ed ex sindaci del territorio, alcuni ex dirigenti provinciali e regionali e i vertici aziendali) è stata invece archiviata lo scorso 31 ottobre. A Roma nel 2017 il gip aveva archiviato il filone che contestava l’ abuso d’ ufficio a 31 persone perlopiù amministratori regionali e funzionari ministeriali. In quel caso il giudice pur non rilevando profili penali aveva sottolineato come fosse “paradossale che tutte le autorità nazionali e locali sanno bene che già dal 2002 la Tirreno Power non adempie alle prescrizioni imposte a tutela dell’ ambiente e della salute dei cittadini, ciononostante le rilasciano le autorizzazioni a monte delle quali pongono, solo formalmente, l’ ottemperanza di quelle stesse prescrizioni”. Sul processo è intervenuta l’ azienda con una nota. ” Ci sono i dati ufficiali prodotti dall’ Osservatorio della Regione Liguria che affermano in modo chiaro che la centrale a carbone non ha provocato né danni alla salute né all’ ambiente. Dopo l’ archiviazione dell’ omicidio colposo e dell’ abuso d’ ufficio, con i dati reali prodotti dalla Regione Liguria, siamo certi che verrà dimostrato anche in questo caso l’ insussistenza di quanto viene contestato. Chiediamo che la giustizia restituisca la verità a un territorio e alle centinaia di lavoratori che hanno vissuto sulla loro pelle un dramma sociale inutile e ingiustificato”. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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