Processo Schettino e perizia centraline Codacons all’ attacco
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fonte:
- il Tirreno
di Pierluigi Sposato GROSSETO L’ atmosfera della ripresa del processo corre sul filo della tensione. Codacons annuncia la formalizzazione della richiesta di sostituzione dei periti incaricati dal Tribunale il 29 ottobre scorso, il professore Enzo Dalle Mese e l’ ingegner Alessandro Cantelli Forti, per l’ esame della centralina degli ascensori, richiesta che arriva tra l’ altro a pochi giorni dal secondo sopralluogo sulla Concordia, in programma per il 27 e proprio su quegli apparati. Preannunciata alla conclusione dell’ udienza dell’ 11 febbraio scorso, era stata motivata con i ritardi (i tempi erano sessanta giorni – concessa una proroga) di consegna della relazione e con la mancanza di indicazioni sui materiali oggetto della perizia. E poi oggi al Moderno al processo nei confronti di Francesco Schettino (l’ udienza di ieri inizialmente programmata è saltata per assenza dei testimoni citati, Coronica e Giampedroni) sono chiamati a testimoniare gli ufficiali della capitaneria di porto di Livorno che misero nero su bianco la cosidetta “Inchiesta sommaria”, uno dei principali atti di accusa nei confronti del comandante. Centotrentatré pagine che hanno costituito la spina dorsale del capo di imputazione, dall’ organizzazione di bordo al vdr, dalle caratteristiche di galleggiamento alle procedure di abbandono nave. Il tutto messo a confronto con la realtà dei fatti. E anche se molti aspetti sono già stati trattati nelle precedenti udienze e alcuni risolti anche in favore della difesa, i legali del comandante devono fare uno sforzo ulteriore per ribattere alle loro affermazioni. Sul banco dei testimoni saliranno il capitano di vascello Umberto Marsili, capo reparto tecnico amministrativo, e il sottotenente di vascello Stefano Carnevali, capo della sezione sicurezza della navigazione. Il primo coordinatore del gruppo che ha compreso anche i sottotenenti Ruberto e Bruno, con Carnevali che ha avuto il compito di rilevare anche le “criticità” di ogni aspetto trattato, oltre a quello di esaminare il Vdr. Preparazione dell’ equipaggio, pianificazione della navigazione e fasi dell’ emergenza sono le tre aree responsabili del naufragio del 13 gennaio 2012. Una delle affermazioni contenute nell’ Inchiesta sommaria, ad esempio, è che «alla luce della telefonata con la centrale operativa delle 1.11, si desume che Schettino, dopo l’ impatto, non ha realizzato l’ effettiva evoluzione della nave». Le ancore fatte calare dal comandante «non hanno fatto presa sul fondo e quindi non possono aver determinato alcun effetto sulla nave». E qualora l’ ancora di dritta avesse fatto presa, la manovra di Schettino avrebbe potuto «determinare un ulteriore momento sbandante sul lato dritto della nave». E c’ è anche altro. Terza testimone della giornata è Laura Frosi, dipendente dell’ Agenzia Marittima Cambiaso e Risso di Genova, uno dei contatti di quella notte di Schettino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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