21 Settembre 2010

Processo “La Cascina” per le mense scolastiche 17 condanne a Bari

BARI – Il giudice monocratico del tribunale di Bari Maria Mitola ha condannato a pene comprese tra i sei mesi e i due anni e mezzo di reclusione 17 dei 32 imputati del processo ai vertici romani e baresi della cooperativa ‘ La Cascina’ , per i reati di truffa e frode nelle pubbliche forniture. Tutti assolti per i reati alimentari, che riguardavano il presunto commercio di sostanze nocive. Per i falsi e alcuni episodi di truffa, il giudice ha dichiarato non doversi procedere per prescrizione dei reati nei confronti di nove imputati, tra cui Giorgio Federici e Angelo Chiorazzo, all’ epoca dei fatti rispettivamente presidente e vicepresidente della Cascina e Vito Barnabà, all’ epoca legale rappresentante della Alga Srl, ditta aggiudicataria dell’ appalto per la fornitura di pasti nelle scuole materne ed elementari di Bari. Tra i sei assolti, l’ imprenditore barese Vito Ladisa, anch’ egli vincitore dell’ appalto per le somministrazioni di alimenti nelle mense delle scuole materne ed elementari di Bari, accusato di truffa e frode. La pubblica accusa aveva chiesto 32 condanne a pene comprese tra i tre anni ed un mese e i cinque anni di reclusione. Secondo i pm, gli imputati, a vario titolo, all’ inizio del 2000 hanno servito cibi di pessima qualità, a volte scaduti e avariati, agli ammalati del Policlinico di Bari, agli alunni di scuole baresi e agli studenti dell’ università. Alle gare d’ appalto, poi – secondo l’ accusa – avrebbero partecipato truffando le amministrazioni pubbliche producendo autocertificazioni false che attestavano il pagamento di contributi previdenziali e assistenziali, tasse e imposte. Il presunto colossale raggiro venne alla luce il 9 aprile 2003 quando furono arrestate otto persone mentre ad altre due furono notificate misure cautelari interdittive degli uffici direttivi dell’ attività d’ impresa. Le pene più alte (due anni e mezzodi reclusione) sono state inflitte a Salvatore Menolascina ed Emilio Roussier Fusco, all’ epoca dei fatti amministratore di fatto e responsabile commerciale della sede di Bari della Cascina. A due anni e tre mesi sono stati condannati i fornitori della cooperativa e i dirigenti della Cascina Gabriele Scotti e Ivan Perrone. A un anno e sei mesi Luigi Grimaldi e Camillo Aceto, all’ epoca vicepresidente della Cascina e responsabile dell’ ufficio amministrativo della società. Un anno di reclusione ciascuno per Roberto Esposito e Felice Arenella, direttore e vicedirettore del centro cottura della Cascina nel Policlinico di Bari. Gli imputati sono stati condannati al risarcimento dei danni morali e materiali al Comune di Bari, che aveva chiesto un risarcimento di 500.000 euro, a Asl, Adisu, Codacons, Adoc e Federconsumatori che si erano costituiti parte civile. I danni dovranno essere quantificati in sede civile.

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