Processo delitto di Cogne – La Codacons e il pubblico
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
«Le trasmissioni di informazione evitino nel caso di Cogne quel giornalismo morboso e quei processi mediatici che hanno stancato e disgustato i telespettatori, e di cui in Italia si fa volentieri a meno». Lo chiede il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che invita i telespettatori a cambiare canale «di fronte a chi tratta la vicenda di Cogne alla pari di un reality show. La morte di un bambino e la tragedia che ne è seguita – osserva Rienzi – non deve diventare una telenovela per tenere incollati davanti ai teleschermi il maggior numero di spettatori possibile. Temi come questo andrebbero trattati con maggiore sensibilità e delicatezza, senza eccessi e senza maniacalità».
Eppure si sono presentate, già prima dell?inizio del processo alla Franzoni, alcune decine di persone all?ingresso secondario del palazzo di Giustizia di Torino, desiderose di entrare per assistere al dibattimento, oltre a 250 tra giornalisti, fotografi e cameramen. «Sono venuta per guardare negli occhi Anna Maria – ha spiegato Francesca, una casalinga polacca – voglio capire qual è la forza che spinge questa donna ad andare avanti con questo spettacolo». E il desiderio di vedere di persona Anna Maria Franzoni ha spinto anche Felicia, una pensionata, a presentarsi davanti ai cancelli: «E? da un mese che aspetto questo appuntamento, mi sono preparata leggendo molte cose sulla vicenda, voglio proprio vederla».
E così anche Debora, 22enne studentessa di Giurisprudenza, accompagnata dai suoi colleghi di corso, che hanno ritenuto un?esperienza formativa assistere al processo piuttosto che presentarsi a lezione all?Università.
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