4 Luglio 2014

Processo Concordia, il tribunale dissequestra la nave

Processo Concordia, il tribunale dissequestra la nave

da lanazione.com

 Grosseto, 4 luglio 2014 – Dopo la maratona notturna che ha fatto concludere stanotte, verso l’ una, l’ udienza iniziata ieri mattina alle 9.30, stamani al teatro Moderno di Grosseto è ripreso il processo sul naufragio della Costa Concordia , naufragata al Giglio la sera del 13 gennaio 2012. Il collegio mira a concludere entro oggi ogni approfondimento necessario su tutti gli aspetti tecnici del naufragio, in primis quelli riguardanti la modalità di navigazione e il funzionamento degli apparati di bordo rispetto al comportamento dell’ imputato, il comandante Francesco Schettino , e per questo è stata imposta la ‘tappa forzata’ della notte scorsa, con qualche lamentela da parte di alcuni avvocati per la stanchezza che poi, inevitabilmente, a tarda notte è arrivata per tutti. Intanto durante la serata è stato completato l’ esame dei consulenti tecnici di Francesco Schettino, sentiti non solo dagli avvocati difensori ma anche dal pubblico ministero e dalle parti civili. Chiudere questo capitolo ‘tecnico’ del processo è stato necessario per il tribunale anche poter disporre il dissequestro della Concordia . La decisione infatti è arrivata stamani: il collegio ha accolto l’ istanza presentata da Costa Crociere ai fini del rigalleggiamento e del trasporto della nave dal Giglio a Genova: la nave deve essere smantellata subito per quanto riguarda i ponti superiori: altrimenti non potrebbe entrare nel bacino di carenaggio del porto di Genova. Alla richiesta di Costa si era opposto oltra al Codacons anche la difesa di Schettino che chiedeva che la nave rimasse sequestrata dal ponte zero “in quanto – spiega l’ avvocato Donato Laino – devono esser ancora fatti importanti accertamenti sulle porte stagne”, ha spiegato l’ avvocato Donato Laino. La procura invece si era rimessa alla decisione del tribunale. In merito all’ ultimo viaggio della Concordia fa sentire la sua voce anche Schettino: “Dopo aver fatto di tutto per non farla andare giù, cercando di avvicinarla il piu’ possibile a dove è ora, mi dispiacerebbe molto che si perdesse”. L’ ex comandante durante una pausa dell’ udienza di ieri del processo spiega che la sua “scelta”, ovvero far ritardare l’ abbandono della nave per farla avvicinare alla costa, “mi e’ costata tutto quanto sto subendo ora, capisce che vederla perdere, mi dispiacerebbe”. Sul trasferimento a Genova aggiunge: “Mi auguro che sia una scelta che comporti il minor rischio possibile per la nave. Spero che siano state fatte le debite considerazioni”. “Posso solo aggiungere – prosegue – che mi auguro davvero arrivi al porto di destinazione e che sia la mano dell’ uomo a distruggerla e non altro”. “Ma non c’ era un porto piu’ vicino? Livorno, ad esempio” chiede il comandante che poi spiega di non essere “in grado di giudicare in merito alla questione” legata a Piombino.

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