Processo Cobas latte: 56 imputati
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fonte:
- La Stampa
Raggiri per 240 milioni. C`è anche l`accusa di associazione a delinquere
Oggi come un anno fa. Tensioni e accuse sui giornali, schermaglie in aula. E liti a suon di carte bollate prima della ripresa, domani a Palazzo di Giustizia di corso Roma, del primo maxi-processo ai Cobas del latte. Anche la vigilia dell`udienza preliminare del 7 febbraio 2007 fu “agitata“ dalla fiaccolata contro i “furbetti delle quote latte“. A quella manifestazione, organizzata dalla Coldiretti, c`era anche l`assessore regionale all`Agricoltura Mino Taricco: motivo, per la difesa, per chiedere di spostare il processo per “legittimo sospetto“ (tentativo fallito). L`ultima grana è dei giorni scorsi e vede opposti, ancora una volta, Cobas e assessore. Taricco, citato in giudizio per diffamazione e ingiuria da otto “dissidenti“ a Savigliano, ha pubblicato una lettera di “chiarimenti“ per bloccare la querela. La missiva esprime l`impegno della Regione per il rispetto delle regole, “senza distinzione di soggetti e di attori coinvolti e senza fornire su questo tema giudizi sui comportamenti delle persone“. Scuse dell`assessore ai Cobas? Taricco nega. Ma la dichiarazione è benzina sul fuoco per la Coldiretti che, ieri, ha preso posizione interrogando a sua volta: “Chi chiede scusa ai produttori onesti che hanno rispettato le regole con sacrifici enormi?“ Il sindacato di Cuneo è parte civile al dibattimento, che vede imputati 56 splafonatori, insieme a Regione, Associazione regionale Produttori latte, Codacons, Confagricoltura, Cia, Piemonte Latte, Confcooperative, Comunità Europea, ministero per le Politiche agricole, Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Lo scorso 19 dicembre l`udienza è saltata per indisposizione di un giudice. Dopo cinque “round“, tra attese e rinvii, il processo è ancora alle battute iniziali. Domani si torna davanti alla corte. Nove i capi d`imputazione contestati ad Antonino Bedino, all`ex parlamentare leghista Giovanni Robusti a agli altri produttori finiti sotto inchiesta (“congelata“, per ora, la posizione di mezzo migliaio di allevatori che sarebbero stati favoriti dalla presunta frode). Fra i reati ipotizzati: l`associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e dell`Unione europea e l`esercizio abusivo del credito. Secondo il pm Maurizio Ascione, che ha coordinato le indagini della Finanza di Saluzzo, l`ammontare del raggiro supera i 240 milioni di euro. L`accusa aveva chiesto l`arresto cautelare di alcuni indagati, negata dal gip che ha ritenuto che i fatti per cui si procedeva non costituivano reato ma semplici violazioni amministrative. Le infrazioni contestate vanno dal `98 al 2007. La Procura sostiene che i Cobas sono a capo di un`organizzazione che ha garantito vantaggi ai soci delle cooperative Savoia nelle cui casse sarebbe finito il corrispettivo della produzione del latte eccedente le quote fissate dagli organismi pubblici. Invece di trattenere il prelievo supplementare relativo al latte consegnato in esubero rispetto alla quota posseduta e versarne l`importo alla Agea, avrebbero stornato a favore dei produttori l`importo del prelievo a titolo di finanziamenti concessi dalla cooperativa.
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