9 Gennaio 2014

Processo Chernobyl la chiesa in prima linea

Processo Chernobyl la chiesa in prima linea

Pasquale Sorrentino Atena Lucana. Il Vallo di Diano si è unito per fare il punto sul processo Chernobyl e fare pressione contro la possibile chiusura dello stesso per prescrizione. L’ incontro, voluto dal movimento «Dianoinpiena», ha visto riunirsi nell’ auditorium comunale centinaia di persone. Segno, considerando che la media di partecipanti ai convegni nel Vallo di solito è bassa, che il problema è sentito e la popolazione vuole risposte. Numerosi anche gli amministratori intervenuti in merito al processo che riguarda diversi paesi del territorio. I lavori sono stati aperti da fra Luigi, che ha rimarcato il concetto di Creato e protezione della Natura, e ribadito che la Chiesa è in prima linea per difendere l’ ambiente (presenti in sala tanti frati, preti e suore). Ospiti principali dell’ incontro Enrico Marchetti del Codacons e Vera Sticco di Legambiente. «Incontro di vitale importanza ? ha sottolineato Marchetti ? per mantenere viva l’ attenzione sull’ inchiesta. È fondamentale che tutti i Comuni, non solo quelli direttamente interessati, si costituiscano parte». Concetto ribadito dalla Sticco: «Il 30 gennaio (data della prossima udienza, ndr) bisogna essere uniti e compatti. I Comuni interessati hanno il diritto di rivalersi per il danno diretto o indiretto che hanno subito». Numerosi gli interventi degli amministratori. E anche le polemiche sollevate da alcuni cittadini. Occorre portare all’ attenzione le dichiarazioni di Daniele Manzolillo, assessore di Teggiano. Quest’ ultimo paese, insieme a San Pietro, Sant’ Arsenio e San Rufo, è stato inserito, nelle carte dell’ inchiesta, come comune nel quale sono stati sversati dei rifiuti tossici. «Teggiano non è direttamente coinvolto, poichè l’ area indicata appartiene a Sant’ Arsenio. Cambia poco idealmente, ma molto sotto l’ aspetto delle competenze. Va puntualizzato che l’ Arpac ha effettuato le relative analisi, classificando lo scaricato come rifiuto speciale non pericoloso». Il presidente della Comunità Montana, Raffaele Accetta, che da poco ha comunicato che si costituirà parte civile ha ricordato che è in atto un monitoraggio del territorio. Francesco Manzolillo, tra gli esponenti del movimento, infine ricorda l’ obiettivo dell’ incontro. «Bisogna fare pressione affinché si scopra la verità e si definisca cosa effettivamente è stato sversato nei nostri territori». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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