11 Settembre 2016

Processo Carim, la banca cambia idea: chiederà i danni ai vecchi amministratori

Processo Carim, la banca cambia idea: chiederà i danni ai vecchi amministratori
la decisione dei vertici sarà sottoposta martedì ai 7mila soci

La prima udienza del maxi processo contro gli ex amministratori della Carim, dopo il rinvio a giudizio per gran parte di loro, si terrà il 20 settembre. E i vertici della banca hanno deciso: nessuno sconto per chi ha avuto un peso nelle decisioni della Cassa fino all’ aprile 2010. Toccherà poi ai 7mila soci di Carim decidere, nell’ assemblea di martedì, quali provvedimenti adottare. Ma la strada sembra ormai segnata. Dopo i tentennamenti e i dubbi dei mesi passati, di fronte al rinvio a giudizio degli ex amministratori anche i vertici dell’ istituto di credito di piazza Ferrari si sono convinti: è giusto chiedere i danni a chi ha portato la Carim al commissariamento e alla svalutazione delle sue azioni. La volontà di procedere con la richiesta di risarcimento danni e la costituzione di parte civile nel maxi processo è scritta nella relazione che il consiglio di amministrazione della banca presenterà ai soci martedì. Il Codacons e il comitato dei piccoli azionisti hanno già deciso di fare altrettanto (e il Tribunale di Rimini ha accolto le loro istanze), ma ora è la stessa Carim a presentare la proposta ai soci. Per quanto riguarda la scelta di essere parte civile nel procedimento giudiziario, per i vertici della banca è certamente opportuno farlo, ma solo per i cosiddetti danni «non patrimoniali». Il che significa che l’ istituto di piazza Ferrari è deciso a chiedere un risarcimento per i danni «legati all’ immagine, alla reputazione e all’ affidabilità» della banca. Invece «i danni patrimoniali reclamabili dalla banca per i fatti oggetto del procedimento penale» sono, «se pure effettivamente sussistenti, assai minori di quelli potenzialmente collegabili ai fatti contestabili in sede civile». In sostanza, secondo la Carim è difficile quantificare i danni reali causati dalla gestione passata, ma è lecito, anzi doveroso chiedere un risarcimento per i danni d’ immagine subiti dall’ istituto per l’ inchiesta. CARIM è dunque intenzionata a costituirsi parte civile nel processo. E ad avviare l’ azione di responsabilità contro alcuni ex amministratori dell’ istituto. Non contro tutti: vanno salvati i membri del cda nominati nell’ aprile 2010 (rimasti in carica per pochi mesi, prima del commissariamento di Bankitalia), così come l’ ex vice direttore Claudio Grossi, accusato come l’ ex presidente Giuliano Ioni e l’ ex direttore Alberto Martini di associazione a delinquere. L’ azione di responsabilità invece, secondo la banca, va ora avviata, alla luce anche dei risvolti penali, nei confronti di Ioni, Martini e dei consiglieri in carica fino al 2010. Nel 2015 la Carim aveva votato l’ interruzione dei termini di prescrizione nei loro confronti, ma aveva frenato sull’ azione di responsabilità. Ora invece la banca è intenzionata a procedere nei loro confronti. Manuel Spadazzi.
manuel spadazzi
 

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