10 Ottobre 2017

Processo Carife. Chiesta l’ estromissione delle associazioni dei consumatori

 

Tutte fuori dal processo. È la richiesta delle difese nel processo sull’ aumento di capitale eseguito da Carife nel 2011 nei confronti delle associazioni dei consumatori che hanno presentato l’ atto di costituzione di parte civile per conto di tantissimi azionisti e obbligazionisti. Lunedì mattina al centro sociale Il Quadrifoglio si è svolta la prima delle due udienze davanti al gup Piera Tassoni dedicata alle eccezioni e alle richieste delle difese dei 12 imputati: tutte quelle che hanno preso la parola hanno chiesto l’ estromissione delle associazioni dei consumatori che raccolgono la maggior parte dei circa 1200 risparmiatori intenzionati a partecipare nel processo come parti civili (oltre 500 sono in mano alla sola Codacons). Le difese si sono per lo più accodate a una memoria presentata dallo studio legale dell’ avvocato Filippo Sgubbi – che difende gli ex consiglieri del Cda Carife Paolo Govoni e Teodorico Nanni – che ha richiamato molti precedenti giurisprudenziali in cui le associazioni sono state estromesse per difetto di interesse: o perché non presenti sul territorio con una sede, o perché al momento in cui si sono verificati i fatti o, quantomeno, poco dopo non hanno proposto alcun tipo di azione. «È successo in altri grandi processi, come Parmalat – spiega l’ avvocato Michele Ciaccia -, non essendovi modo di capire quale sia il loro interesse prevalente data la genericità degli statuti». Nel caso di Ferrara uno dei target è stata l’ Adusbef, che non avrebbe dimostrato di avere attività sul territorio nel 2011, quando è stato effettuato l’ aumento di capitale contestato dalla procura, né immediatamente dopo. «Era una cosa che mi aspettavo – commenta l’ avvocato Gianni Ricciuti, che rappresenta l’ associazione Movimento Difesa del Cittadino -, e infatti ho provveduto a segnalare che la nostra associazione è presente a Ferrara dal 2010». La procura – Stefano Longhi e il procuratore capo Patrizia Castaldini presenti in udienza – hanno dato parere favorevole all’ accoglimento di tutte le domande di costituzione di parte civile. Ma non sono state solo le associazioni dei consumatori ad essere bersagliate dalle difese degli imputati. Ci sono infatti anche gli obbligazionisti – che in questo processo non avrebbero titolo – e alcuni azionisti, quelli che hanno sottoscritto prime del 2011, quelli che hanno sottoscritto l’ aumento di capitale ma senza la dovuta diligenza e per chi le ha comprate dopo il 2012. Inoltre è stata chiesta l’ estromissione degli azionisti privi dei documenti bancari che comprovino il danno patito, il problema è che alcuni di essi non li hanno per ritardi dell’ istituto di credito. Da escludere – infine – tutte le parti offese non nominate nell’ atto di citazione in giudizio. Pochi i risparmiatori presenti per assistere all’ udienza, ancor meno della volta precedente. Martedì si riprenderà con le poche difese rimanenti che, con molta probabilità, si uniranno alle richieste già presentate. Il 19 ottobre il gup prenderà una decisione e si discuterà anche della chiamata di eventuali responsabili civili, su cui il giudice deciderà per l’ udienza del 30 ottobre. Dal 14 novembre – nuova udienza calendarizzata in giornata, ma quella più a rischio di non tenersi se dovessero essere chiamati responsabili civili, per via dei tempi tecnici per le notifiche – e poi il 22 e 29 novembre il processo entrerà nel vivo.

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