16 Dicembre 2013

Processo Cardiologia, l’ Università non sarà parte civile

Processo Cardiologia, l’ Università non sarà parte civile

Da gazzettadimodena.it

E’ cominciato questa mattina il processo per i 32 imputati e le 15 società, coinvolte a vario titolo, nell’ inchiesta “camici sporchi” sul reparto di Cardiologia del Policlinico di Modena e l’ università fa sapere che non si costituirà parte civile. L’ inchiesta che travolse l’ azienda ospedaliero universitaria partì da una segnalazione dell’ associazione “Gli amici del cuore” che evidenziavano interventi inappropriati sui pazienti in cura presso il reparto, e portò, alla fine del 2012, all’ arresto di ben 9 professionisti, tra cui anche il primario di Cardiologia, Maria Grazia Modena, con accuse che andavano dall’ associazione a delinquere alla corruzione. Oggi si è aperto il processo che vedrà costituirsi parte civile l’ Ausl, il Codacons, la stessa associazione Gli amici del cuore e diversi pazienti in qualità di parte offesa. Quella di stamattina è stata un’ udienza tecnica che ha portato allo stralcio di due posizioni e non ha consentito, dunque, la formalizzazione della costituzione di parte civile. Il prossimo appuntamento è fissato per il 26 febbraio e mentre i legali di Ausl, Codacons e Gli amici del cuore formalizzeranno la richiesta di essere parte civile nel processo. Dall’ università di Modena, pur gestore del Policlinico al centro dell’ inchiesta, arriva la decisione di non costituirsi. A farlo sapere è lo stesso rettore, recentemente eletto, Angelo Andrisano che con una nota ufficiale spiega che “con riferimento ai procedimenti penali a carico di personale dell’ ateneo relativi ad attività svolte presso il laboratorio di emodinamica della struttura complessa di cardiologia, riaffermiamo totale e piena fiducia nell’ operato della magistratura”, auspicando che si possa presto “pervenire all’ accertamento della sussistenza, o non, dei fatti in contestazione e delle effettive responsabilità”. Andrisano spiega di non voler “deflettere rispetto all’ esigenza della salvaguardia del principio costituzionale, e di civiltà, di non colpevolezza degli indagati, o imputati, sino all’ esito finale delle procedure”, e in questa ottica “anche alla luce del deliberato del consiglio di amministrazione, il rettore ritiene di non provvedere alla costituzione di parte civile nel processo penale instaurato”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this